Parte il riallestimento di Palazzo Venezia

Si concluderà nel 2023 un nuovo progetto museologico e museografico in tre fasi che riporterà nel piano nobile opere custodite nei depositi

Michele De Lucchi, Edith Gabrielli e Dario Franceschini nei depositi di Palazzo Venezia Palazzo Venezia, appartamento Barbo, sala Regia
Arianna Antoniutti |  | Roma

È stato presentato giovedì 28, dal ministro della cultura Dario Franceschini e da Edith Gabrielli, direttrice dell’Istituto Vittoriano e Palazzo Venezia, il progetto del nuovo allestimento di Palazzo Venezia: una complessiva riorganizzazione degli spazi museali che vedrà, nel piano nobile, l’esposizione di opere in gran parte ora custodite nei depositi. L’ala di rappresentanza dell’edificio quattrocentesco, voluto dal cardinale Pietro Barbo, salito al soglio pontificio come Paolo II nel 1464, comprende la Sale delle Fatiche di Ercole, del Mappamondo, delle Battaglie e Regia.

Nel 1982 si decise di destinare i monumentali ambienti a spazi per mostre temporanee, spostando le opere d’arte in essi contenuti nei depositi. Ora, grazie al progetto museologico e museografico elaborato dalla stessa Gabrielli e da Michele De Lucchi, le Sale torneranno a ospitare dipinti e sculture, mobili, tessuti, gioielli, ceramiche e armi, in un percorso artistico che principia dall’arte classica e tocca duemila anni di storia.

Le tre fasi dei lavori di allestimento si svolgeranno a cantiere aperto, non comporteranno la chiusura del museo e avranno una durata prevista di circa sei mesi ciascuna. La prima fase dovrebbe concludersi entro l’anno e vedrà la sistemazione delle opere dall’antichità alla fine del Medioevo. L’intero progetto dovrebbe concludersi nel 2023.
Palazzo Venezia, appartamento Barbo, sala delle Battaglie
«Questa è una bella storia di riscatto ha commentato Franceschini, riscatto perché gli ultimi anni del fascismo si sono sovrapposti alla storia di questo luogo, alle sue straordinarie collezioni». «Miriamo a rendere Palazzo Venezia museo del “fatto in Italia”, ha aggiunto Edith Gabrielli, un museo che vanta opere eccezionali, una fra tutte la duecentesca Lunetta della Nicchia dei Palli, opera di oreficeria dell’epoca di Innocenzo III, dall’antica basilica di San Pietro, un oggetto che può raccontare un intero mondo. E ancora, finalmente uscita dai depositi, una Madonna di Zanino di Pietro, opera firmata e datata 1429 da un autore raro e prezioso, e infine il busto di Paolo II di Mino da Fiesole, scultore che sa coniugare fedeltà delle fattezze a fine penetrazione psicologica. Con Palazzo Venezia e Vittoriano siamo nel cuore di Roma, tutelare e valorizzare questi due edifici, realizzando un polo museale di livello internazionale, è il nostro obiettivo. Il nuovo allestimento di Palazzo Venezia è il forte segnale che stiamo andando in questa direzione». «Compito dell’allestimento ha concluso De Lucchi è lasciare parlare gli oggetti, il loro racconto è di grande seduzione».

In attesa che il complesso progetto museale sia attuato, dal 30 aprile, e ogni sabato seguente, sarà possibile accedere ai depositi di Palazzo Venezia. Si tratta di depositi dalla natura assolutamente peculiare, nati negli anni Novanta come sale-studio, in cui le opere, avori, argenti, porcellane, dipinti, molte delle quali dalla donazione dei coniugi Wurts, sono disposte in vetrine, catalogate e suddivise per tipologia e provenienza, in un percorso parallelo, sebbene nascosto, rispetto a quello consueto di visita.
Palazzo Venezia, appartamento Barbo, sala del Mappamondo

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