Munari poliedrico e leonardesco

Dal 16 febbraio all’11 giugno, il Museo Ettore Fico presenta una retrospettiva di Bruno Munari (1907-98), artista, designer, grafico e pedagogo

Jenny Dogliani |  | Torino

Sono esposti dipinti, disegni, collage, oggetti di design e progetti vari degli anni Trenta-Novanta. Dalle pitture astratte degli esordi al ciclo «Negativi-positivi» degli anni Cinquanta, dalle sperimentazioni plastiche e cinetiche del decennio successivo a mobili, libri, tessuti e produzioni di arti applicate, l’unico filo conduttore è una vulcanica creatività tesa all’idea di opera d’arte totale, espressione di una natura ludica, ironica e comunicativa, agli antipodi dell’individualismo contemporaneo. Ne parla Claudio Cerritelli, docente di storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Brera, curatore della mostra e autore del catalogo che contiene, tra l’altro, un’intervista a Gillo Dorfles.

Com’è nata l’idea della mostra e perché adesso?
L’idea della mostra è del tutto autonoma rispetto al rituale degli omaggi che certamente verranno programmati nel 2018 per il
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