Medardo Rosso star del MoMA

Il nuovo allestimento lo pone tra gli «Innovatori»

Da sinistra, la curatrice del MoMA Ann Temkin, Danila Marsure, presidente del Museo Medardo Rosso di Barzio; Emily Pulitzer, presidente della Fondazione Pulitzer di St. Louis e Amedeo Porro
Ada Masoero |

New York. Chi avrebbe mai immaginato, solo qualche anno fa, di entrare nel MoMA, ampliato e riallestito con il nuovo ordinamento tematico, e d’imbattersi nella sala d’esordio (intitolata significativamente «The Innovators»), fra dipinti di Cézanne, Van Gogh e Gauguin, di Rousseau, Munch e Redon, nella «Femme à la voilette» di Medardo Rosso? Non certo perché il grande scultore italiano non meriti, da sempre, una collocazione privilegiata, ma perché il suo ruolo di geniale, visionario precursore dell’arte del nostro tempo, riconosciutogli persino da quei fieri iconoclasti che erano i futuristi, solo di recente gli è stato nuovamente accreditato.

Naturalmente, questa «restituzione» non è accaduta per caso, ma è il frutto del lungo, meticoloso lavoro condotto dall’Archivio e dal Museo che portano il suo nome, diretti dalla pronipote Danila Marsure Rosso (affiancata dalla figlia Guendalina
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