Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

«Terra del fuoco», 2021, di Luigi Mainolfi

Image

«Terra del fuoco», 2021, di Luigi Mainolfi

Mainolfi ritorna a Caserta

Il dialogo tra pittura e scultura in una personale dell’artista campano alla galleria Nicola Pedana

Olga Scotto di Vettimo

Leggi i suoi articoli

«Era il 1972 quando un giovane artista di Rotondi, della vicina Valle Caudina, installava una sua personale, una delle prime, nella galleria d’arte Studio Oggetto di Caserta. Il titolo era “Mangiate Mainolfi VIII” e lui era proprio Luigi Mainolfi, l’ottavo a portare quel nome e cognome a Rotondi. L’anno dopo sarebbe partito per Torino e da lì avrebbe proseguito una sua eccezionale carriera», racconta Enzo Battarra, assessore alla Cultura del Comune di Caserta, introducendo la personale di Luigi Mainolfi.

«Terra del fuoco (la forma della pittura, il colore della scultura V)» è, pertanto, per l'artista un ritorno a Caserta; cinquant’anni dopo, i suoi lavori sono esposti (fino al 6 febbraio) alla Galleria Nicola Pedana. Mainolfi lavora le superfici, assecondando la vocazione stessa della materia utilizzata, levigata (bronzo) o porosa (terracotta).

La scultura è intesa come corpo organico, elemento di interazione con lo spazio, al pari della pittura, che si trasforma come una quadreria rossa di terrecotte e tele su cui l’artista accoglie il colore e i frammenti dell’argilla cotta per stabilire un dialogo stimolante tra pittura e scultura, che a vicenda si esaltano.

In occasione di questo nuovo approfondimento proposto da Mainolfi (con il sottotitolo «la forma della pittura, il colore della scultura»), il bestiario plastico immaginario e la cromia materica dei dipinti si confondono in un unico pensiero che è pittorico e scultoreo al tempo stesso.

«Terra del fuoco», 2021, di Luigi Mainolfi

Olga Scotto di Vettimo, 11 gennaio 2022 | © Riproduzione riservata

Olga Scotto di Vettimo

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Il complesso monumentale torna accessibile con lo strumento del temporary use, in attesa di nuovi interventi di restauro e rifunzionalizzazione. Fino al 31 luglio, nella Sacrestia Vasariana sono esposte le 16 tavole di Giorgio Vasari, trasportate per ragioni belliche nel 1941 nei depositi del Museo di Capodimonte

Al Madre sono riunite circa 200 opere provenienti da collezioni pubbliche e private con l’obiettivo di chiarire il ruolo dell’artista nel panorama dell’arte italiana del secondo dopoguerra e di quella contemporanea internazionale

Alla Pinacoteca civica Bruno Molajoli riapre alla fruizione la monumentale «Adorazione dei Magi» realizzata nel 1927 da Umberto Giunti

Lo spazio, lungo 35 metri e finora utilizzato dal Dipartimento di Agraria, è stato liberato da tramezzi e controsoffittature e affidato al Centro Musa. Intanto si lavora alla completa riqualificazione del piano nobile

Mainolfi ritorna a Caserta | Olga Scotto di Vettimo

Mainolfi ritorna a Caserta | Olga Scotto di Vettimo