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Lo scettro di «Re» Chirico

Nuovo record per l'artista all'asta newyorkese di Sotheby's: 13,6 milioni

«Il Pomeriggio di Arianna», di Giorgio de Chirico. © Sotheby's

In diretta streaming dalla sede di Sotheby’s a Manhattan con il banditore Oliver Barker che prendeva le offerte da Londra, la serata del 28 ottobre ha portato un totale di 242 milioni di euro attraverso le due vendite di Arte contemporanea e Arte impressionista e moderna, la cui stima preasta totale era di 204-295 milioni, con un tasso di venduto di circa il 97%. La maggior parte è stata aggiudicata intorno alla stima minima.

Il 51% dei lotti nell’asta di arte contemporanea e il 36% di quelli nella successiva vendita di arte impressionista e moderna erano coperti da garanzie. Tra i lotti migliori c’era un raro dipinto giovanile di Giorgio de Chirico, «Il Pomeriggio di Arianna» (1913), venduto per 13,6 milioni dopo una lotta al rilancio di 9 minuti, stabilendo un nuovo record per l’artista.

Appena prima delle vendite, il Baltimore Museum of Art ha ritirato due dei pezzi migliori dall’asta di arte contemporanea, «3» (1987-88) di Brice Marden, stimato 8,5-13 milioni, e «1957-G» (1957) di Clyfford Still (10-15 milioni), dopo le insistenze di un comitato di direttori di musei per ritardare la controversa vendita (è stato ritirato anche «The Last Supper», 1986, di Warhol, che secondo gli accordi doveva essere oggetto di una vendita privata ed era stimato intorno ai 34 milioni).

Un altro lotto importante, «Femme de Venise IV», il secondo di tre bronzi di Alberto Giacometti in vendita, è stato anch’esso ritirato e venduto privatamente prima dell’asta per un importo non divulgato, unendosi alla vendita con offerta sigillata di oltre 77 milioni della monumentale scultura (274 metri) «Grande Femme I» (1960). Una terza scultura dell’artista, «Femme Leoni» del 1947 (3/6, fusione del 1958), è stata venduta esattamente entro la stima a 22,1 milioni, rendendolo il lotto più costoso della serata.

C’è stata molta competizione anche per un tavolo da pranzo di Carlo Mollino, sempre dalla collezione del Baltimore Museum of Art: è stato venduto per 5,3 milioni, più del doppio della sua stima massima, stabilendo un nuovo record mondiale per l’artista. Ha scalfito a malapena la stima minima anche un bianco «Concetto spaziale, attesa» (1965) di Lucio Fontana, venduto a 2,5 milioni. Persino un dipinto importante di Mark Rothko, «Black on Maroon» (1958), stimato 21-30 milioni di euro, è rimasto invenduto a 20 milioni.

«In questo momento gran parte delle opere ai vertici del mercato viene offerta tramite vendita privata, oppure abbiamo visto veri professionisti sfruttare al meglio un mercato conservatore che vuole acquisti sicuri. Ma è una vera noia in confronto ai numeri da Monopoly degli ultimi anni», ha affermato la consulente di New York Tracy Kinnally.

Margaret Carrigan, da Il Giornale dell'Arte numero 412, novembre 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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