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Aste

Liste nozze da Dorotheum

Le aste viennesi di '800 e pittura antica del 9 e 10 novembre

L’olio su tavola «Il mondo nutre molti stolti», di scuola fiamminga del XVI secolo, stimato 120-180mila euro. © Dorotheum

A un ricercato dipinto su pannello risalente al primo Rinascimento fiorentino è dedicata la copertina del catalogo dell’asta di dipinti antichi che Dorotheum organizza a Vienna il 10 novembre, durante la sua Classic Week. L'asta si tiene live, con un massimo di presenze in sala di 17 persone; oltre alle consuete modalità delle telefonate e delle offerte scritte, è disponibile anche una piattaforma dedicata.

L’opera, stimata 180-220mila euro ed eseguita a tempera e oro intorno al 1450, è stata recentemente attribuita a Domenico di Michelino. Essa componeva il fronte di un cassone nuziale, all’epoca un consueto regalo di nozze che testimoniava con la ricchezza dei decori e della pittura lo status sociale delle famiglie coinvolte. Vi è effigiata è «La giustizia di Traiano», una leggenda nota fin dal Medioevo.

Fra gli italiani si fa notare anche Neri di Bicci, con una raffinata tavola del 1433 ca che raffigura un episodio della vita di san Nicola, il «Miracolo di un bambino restituito ai suoi genitori» (150-200mila). La tavola, già studiata da Federico Zeri e registrata nella sua fototeca, apparteneva alla predella di un polittico dell’altare maggiore della Chiesa del Monastero di San Niccolò in Cafaggio di Firenze.

All’incanto anche due opere di Lavinia Fontana valutate 150-200mila ciascuna: un ritratto a figura intera di fanciullo e un olio su rame, la «Madonna del silenzio». Quest’ultimo lavoro richiama la «Sacra famiglia con Cristo bambino dormiente e san Giovanni Battista», acquistata da re Filippo II di Spagna e poi esposta all’Escorial dal 1593. La pittrice realizzò diverse versioni del dipinto e dall’esemplare in asta traspare una lettura più intima della scena.

La vendita propone inoltre numerose opere fiamminghe fra cui «Il mondo nutre molti stolti», esempio del genere moraleggiante e al contempo satirico amato dai collezionisti più colti del ’500 (120-180mila). Il titolo si desume risolvendo un rebus pittorico attraverso la lettura di alcuni oggetti.

Oggi 9 novembre invece è la volta dei dipinti dell’Ottocento, fra cui il ritratto a figura intera di Madame Lebreton, immortalata da Eugen von Blaas nel 1908 (150-200mila). Commissionato dal padre della dama, Andrea Antonini, che fece fortuna alla guida del Canapificio Veneto, l’olio su tela fu esposto alla Biennale di Venezia nel 1909 e fu probabilmente un dono di nozze, in occasione del matrimonio di Maria con Alberto Lebreton.

Alla stessa classe sociale altoborghese, ma in un contesto parigino, si rivolge Giovanni Boldini, di cui è proposto un piccolo acquarello (50-70mila), parte di una serie di lavori che ritraggono giovani donne in scene d’interni. Qui la fanciulla è una «Pianista in abito settecentesco» e negli accurati accostamenti cromatici della veste così come nell’ambientazione si ritrova l’atmosfera della Belle Epoque, tanto apprezzata dall’autore.

Elena Correggia, da Il Giornale dell'Arte numero 412, novembre 2020

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