Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image
Image

Linea verde in pole position

Jenny Dogliani

Leggi i suoi articoli

Diretta per la quinta volta da Sarah Cosulich Canarutto, riconfermata per un anno in attesa che la Giunta che siederà in Comune dopo le elezioni di giugno e i vertici della Fondazione Torino Musei chiariscano le nuove modalità per nominare il direttore della fiera, la 23ma edizione di Artissima si svolgerà nella consueta sede dell’Oval Lingotto dal 4 al 6 novembre.
Fedele alla propria identità sperimentale, volta ad anticipare le tendenze internazionali, la manifestazione porterà a Torino un crescente numero di gallerie straniere, che quest’anno raggiungeranno il 70% delle partecipazioni.
Per rafforzare il carattere di incubatrice di novità, tipico della fiera, sarà inoltre collocata all’ingresso, posizione privilegiata, la sezione «New Entries», dedicata a gallerie con meno di cinque anni di attività, che non rischieranno così di essere penalizzate dai colossi della «Main Section», tendenzialmente i primi a essere visitati dai collezionisti e dagli appassionati.
Non mancherà naturalmente «Back to the Future», la sezione che per prima ha pensato di riscoprire i pionieri del passato, concentrata quest’anno sul periodo 1970-89. A farle da contraltare, come sempre, «Present Future», con personali di giovani artisti coordinate da Luigi Fassi. A curare Per4m, il focus sulla performance che torna per il terzo anno, sarà il collettivo olandese If I Can Dance I Don’t Want To Be A Part Of Your Revolution, da sempre impegnato negli sviluppi di questo linguaggio.
Nuova di zecca invece la sezione «Dialogue», con progetti inediti che metteranno in relazione opere di uno o più artisti. Simone Menegoi sarà il curatore di «In Mostra», una collettiva con opere selezionate dalle collezioni delle diverse istituzioni del territorio, mentre Stefano Collicelli Cagol si occuperà del programma di talk «What is Experimental?».
Da segnalare infine i sei canonici premi: illy Present Future, Sardi per l’Arte Back to the Future, Promos Scalo Milano New Entries, Fondazione Ettore Fico, K-Way Per4m e Reda per la fotografia.

Jenny Dogliani, 16 luglio 2016 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

La 61. edizione della Biennale d'arte di Venezia presenta Tegene Kunbi come artista dell'Etiopia. Un'esplorazione visuale che nasce dal particolare ruolo del silenzio nella cultura etiope, concepito come condizione politica e sociale

Il simposio alla Deloitte Gallery a Milano affronta il ruolo della filantropia nel sistema dell’arte, tra riduzione dei fondi pubblici e crescente centralità dei soggetti privati nella produzione culturale

Al Forte Malatesta la mostra Dove finisce la città, curata da Alex Urso, riunisce oltre venti artisti che lavorano fuori dai grandi centri, interrogando il senso della produzione artistica nei territori marginali e il rapporto tra arte, impresa e contesto locale

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Nicolas Ballario festeggiano a Venezia la community itinerante dell’arte contemporanea

Linea verde in pole position | Jenny Dogliani

Linea verde in pole position | Jenny Dogliani