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Mostre

Lequeu e Khnopff al Petit Palais

Nel museo apre anche una nuova galleria di sculture Ottocento

«I Lock My Door Upon Myself» di Fernand Khnopff. ©  BPK, Berlin, Dist.RMN-Grand Palais images BStGS

Parigi. Il Petit Palais-Musée des Beaux-Arts de la ville de Paris (che a novembre, nel percorso permanente, ha inaugurato una nuova galleria di sculture del XIX secolo con opere di Ernest Barrias, Auguste Bartholdi o ancora David d’Angers), propone due mostre dall’11 dicembre.

Lequeu fantasioso
L’una, in collaborazione con la Bibliothèque nationale de France (Bnf), presenta per la prima volta una selezione inedita di 150 disegni dell’architetto e fantasioso disegnatore-ritrattista Jean-Jacques Lequeu (1757-1826), un genere molto in voga nel XVIII secolo. Nato a Rouen (in Normandia) in una famiglia di falegnami, Lequeu si formò al disegno tecnico. A Parigi divenne discepolo di Jacques-Germain Soufflot, l’architetto del Panthéon. Durante la Rivoluzione realizzò i ritratti più curiosi e pieni di ironia, come «Le grand bailleur», l’autoritratto «al balcone» e l’irriverente «Nous aussi nous serons mères, car…», una suora che solleva il velo scoprendo i seni. La maggior parte delle opere esposte, compresi i progetti architettonici visionari ma mai realizzati, sono prestate dalla BNF, erede della Bibliothèque royale alla quale Lequeu donò tutti i suoi lavori grafici nel 1825. La mostra «Jean-Jacques Lequeu. Bâtisseur de fantasmes» prosegue fino al 31 marzo.

Khnopff enigmatico
Si chiude invece  il 17 marzo «Fernand Khnopff. Le maître de l’énigme», realizzata con i Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique. Da circa 40 anni nessun museo parigino dedicava una retrospettiva all’artista simbolista belga (1858-1921), iniziatore del gruppo Les XX, un collettivo di 20 artisti belgi d’avanguardia, fondato a Bruxelles nel 1884. Cresciuto a Bruges (nelle Fiandre), Khnopff si trasferì nel 1886 nella capitale belga, dove s’iscrisse all’Accademia di Belle arti e frequentò James Ensor e Jean Delville. La mostra riunisce circa 150 opere in una scenografia originale ispirata all’atelier dell’artista. Con prestiti dal Met di New York e dall’Albertina di Vienna, il percorso si sofferma sui temi cari all’artista, l’introspezione, la solitudine, i ricordi onirici, il nudo e la parte più nota del lavoro dell’artista: i ritratti. Khnopff si interessò anche alla fotografia, rappresentò più volte la sorella Marguerite, sua modella e musa, e dipinse spesso bambini come fossero adulti. Si interessò anche ai miti antichi, in particolare a Hypnos, il dio del sonno, che dipinse per la prima volta nel 1891 in «I lock my door upon myself», prestato dalla Neue Pinakothek di Monaco di Baviera.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 392, dicembre 2018


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