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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliRichard-Ginori, la celebre manifattura toscana fondata nel 1873 da Giulio Richard inglobando la tradizione Ginori, dall’inizio degli anni Venti al 1938 fu al centro di una amplissima collaborazione con il grande designer milanese Gio Ponti (1891-1979) come direttore artistico. Per l’esordiente Ponti la Richard-Ginori fu un importante luogo di formazione che ampliò il suo pensiero relativo al mondo industriale, all’arte decorativa, all’arredo domestico, non solo ceramico, dando vita a vasi e altri prodotti oggi ricercatissimi. Il giovane architetto e designer era appena tornato dalla prima guerra mondiale quando Augusto Richard lo individuò per rilanciare l’industria di ceramiche fondata dal padre: l’autore si occupò di numerosi aspetti, realizzava progetti, disegni, numerosissime fotografie dei vari prodotti.
Nel 1925, con Ponti direttore, l’azienda vinse il Grand Prix «Exposition International des Arts Décoratifs et Industriels Modernes» a Parigi. A questa straordinaria collaborazione il MIC Museo Internazionale delle Ceramiche dedica la mostra «Gio Ponti ideatore del Made in Italy», a cura di Stefania Cretella, dopo quelle già dedicate alle ceramiche di Lenci e Chini. Ponti tornò poi saltuariamente a collaborare con la manifattura per un sodalizio che durò una cinquantina d’anni; collaborò in Romagna con la Cooperativa Ceramiche di Imola, con Pietro Melandri e il contesto del territorio faentino (famose le cartepeste realizzate con i Dal Monte, per esempio), con le Ceramiche Pozzi, Joo e Gabbianelli.
Il percorso è composto da oltre duecento pezzi in ceramica, vetro e tessuto, cui si aggiungono carte e progetti in prestito da Museo Ginori di Sesto Fiorentino, Castello Sforzesco, Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, Villa Necchi (del Fai) a Milano, Wolfsoniana di Genova e alcune private. Un volume affianca l’esposizione del museo diretto da Claudia Casali: contiene le immagini di tutte le opere esposte oltre ad approfondimenti sui progetti architettonici, la produzione trasversale di vetri e ceramiche, gli allestimenti delle navi e le tante collaborazioni con le manifatture dell’epoca realizzate dal celebre architetto. Il volume si avvale del supporto dell’Archivio Ponti (nello specifico di Salvatore Licitra) e dei contributi critici della curatrice, della direttrice del MIC e di Elena Della Piana, Matteo Fochessati, Fulvio Irace, Fiorella Mattio, Oliva Rucellai, Valerio Terraroli.
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