Le stanze aragonesi della pittura

Una mostra a Palermo illustra necessità e varietà di un linguaggio dell'arte oggi

Guglielmo Gigliotti |

Palermo. Si fa presto a dire pittura. Scandagliare il senso di questa parola oggi è l’intento di Andrea Bruciati ed Helga Marsala, curatori, presso il Villino Favaloro di Palermo, della mostra «Le stanze d’Aragona. Pratiche pittoriche in Italia all’alba del nuovo millennio», aperta dal 12 settembre al 14 novembre.
Con un titolo che fa riferimento agli Aragona, che nel Quattrocento crearono e governarono il Regno delle Due Sicilie, rendendolo polarità della vita politica e culturale d’Europa, la mostra, pensata come «regno aragonese» idealmente senza tempo della pittura, si impegna di dar conto dei tanti mondi che costellano, nell’ultimo quindicennio, l’universo del pittorico. In mostra i maestri si mischiano ad artisti affermati e a giovani leve, nel tessuto libero delle trame di un linguaggio che cambia pelle ma non natura, e forse neanche centralità. Claudio Verna, Marco Tirelli,
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata L'opera di Domenico Bianchi in mostra
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