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La situazione drammatica delle guide turistiche

Una categoria che vive già sulla propria pelle gli effetti dell'epidemia di coronavirus

Veduta dei Fori a Roma

Roma. Da «iorestoacasa» a «iorestosenzalavoro». È il caso delle 20mila guide turistiche abilitate in Italia che, con la chiusura di musei e aree archeologiche sancita per decreto governativo, vedono l’annientarsi del loro lavoro e degli interi introiti per i prossimi mesi. Ne parliamo con Isabella Ruggiero, presidente nazionale di Agta (Associazione guide turistiche abilitate), uno dei maggiori sindacati nazionali del settore.

Qual è la situazione delle guide turistiche?
Drammatica. Per i mesi di marzo e aprile le guide sono completamente senza lavoro: a parte il fatto che al momento la nostra attività è per così dire «vietata», ma per due mesi è stato tutto cancellato e senza alcun rimborso. Stanno arrivando già le cancellazioni di maggio e giugno, ma soprattutto nessuno prenota più nulla. Chi è nel turismo e di questo vive rivedrà veramente il lavoro nel 2021. Tutto questo accade alla fine della bassa stagione, dopo che le guide sono reduci dal periodo invernale in cui non si lavora. L'elemento più preoccupante però è che questa crisi si aggiunge all'estrema fragilità della nostra professione. Infatti non solo siamo in larga parte liberi professionisti a partita Iva, quindi privi degli ammortizzatori sociali, ma parzialmente «stagionali» (c'è lavoro per circa 8 mesi all'anno, che devono mantenerci per 12).

Siete soddisfatti delle misure fiscali intraprese ad oggi dal Governo?
Per niente. Apprezziamo il fatto che nel decreto legge varato il 16 marzo, per la prima volta il governo abbia considerato anche i lavoratori autonomi, ma ora occorre un decreto legge specifico per il settore del turismo, soprattutto al fine di tutelare seriamente i liberi professionisti che in tale settore operano. Questa crisi non incide in maniera uguale su tutti i lavoratori autonomi. Mentre quasi tutte le categorie potranno riprendersi velocemente da questa emergenza perché all'interno dell'Italia si ricomincerà a uscire, comprare, svolgere attività, il settore del turismo continuerà a subire le conseguenze dell'emergenza sanitaria in modo pesantissimo. Negli altri Paesi del mondo il picco dell'emergenza arriverà dopo, quindi i turisti stranieri non torneranno qui per molti mesi ancora. Significa migliaia di persone e famiglie senza introiti per un anno.

Quali sono le richieste che fate al governo?
Abbiamo chiesto un sussidio economico mensile, a partire da marzo, fino al momento in cui nel turismo si ricomincerà a lavorare, per le guide che svolgono la professione come fonte di reddito primaria (che siano a partita Iva o in cooperative). Invece per tutte le guide, indipendentemente dal loro regime fiscale, occorrono: sospensione dei termini per gli adempimenti tributari e contributivi dovuti nell’anno 2020, la cancellazione degli adempimenti contributivi che maturerebbero nell’anno 2020, e infine la sospensione dei mutui per il 2020.

Esistono risvolti della situazione segretamente positivi?
Sì. Primo, la presa di coscienza da parte delle guide del ruolo e dell'importanza delle associazioni di categoria. Secondo, una maggiore attenzione verso il popolo delle partite Iva. L'emergenza ha portato in luce anche sui media la debolezza dei lavoratori autonomi. Da qui, il terzo elemento positivo: mi pare che tra le associazioni di liberi professionisti stia nascendo la consapevolezza che sia necessario fare rete anche tra noi.

Il sindacato Agta ha partecipato a febbraio a un tavolo tecnico al Mibact, con il ministro Franceschini, per affrontare tutte le problematiche del settore: mi parli delle principali.
Il vuoto legislativo, per iniziare. Dal 2013 siamo in attesa di una legge che regolamenti la professione e che preveda la laurea magistrale come titolo di accesso. Poi l’abusivismo, ormai a livelli altissimi. Infine la progressiva esclusione delle guide da musei e monumenti pubblici, come, a Roma, il Quirinale e la Galleria Borghese.

Quando la crisi sarà rientrata (perché tutto passa), le guide turistiche costituiranno la prima linea di ogni battaglia per il recupero, tra gli stranieri, della fiducia e dell’amore per l’Italia: che cosa intraprenderete?
Come Agta abbiamo offerto al Mibact la nostra collaborazione ad essere parte di una strategia atta a risollevare l’immagine del Paese, perché crediamo che sarebbe fondamentale avvalersi dell’esperienza di chi lavora sul campo con i turisti tutti i giorni e quindi ne conosce mentalità, reazioni, comportamenti. Le guide turistiche svolgono un ruolo fondamentale nella valorizzazione e promozione. Ora dobbiamo pensare in maniera propositiva e attiva per tornare ai vertici del turismo mondiale.

Guglielmo Gigliotti, edizione online, 17 marzo 2020


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