La mecenate che salva Brera

È solo grazie a Giovanna Sacchetti se la Pinacoteca può esporre le collezioni Jesi e Vitali, scongiurando il ritiro da parte degli eredi

Il «deposito a vista» del nuovo allestimento nella Pinacoteca di Brera, finanziato da Giovanna Sacchetti
Ada Masoero |  | Milano

È stato soltanto grazie alla generosità della marchesa Giovanna Sacchetti, presidente della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti, se le opere del Novecento della Pinacoteca di Brera, delle collezioni Jesi e Vitali, sono state esposte in tempo utile, scongiurando così il minacciato ritiro da parte degli eredi dei donatori.

Non essendo ancora, per l’ennesima volta, praticabile Palazzo Citterio, destinato proprio a ospitare Brera Modern, il direttore generale James Bradburne ha deciso di esporre le opere nel palazzo storico, in parte nel «deposito a vista» della sala XXIII, in parte nei nuovi contenitori vetrati donati dalla Fondazione, contenenti rastrelliere identiche a quelle usate nei depositi, collocati al centro dei Saloni Napoleonici (sale IX e XV).

Alla marchesa Sacchetti, cui già si doveva il riallestimento dalla sezione dell’Ottocento della Pinacoteca, quest’anno è stata dunque assegnata
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