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Sarah Cosulich Canarutto. Foto di Michele D'Ottavio

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Sarah Cosulich Canarutto. Foto di Michele D'Ottavio

La direttrice resta in corsa e Artissima decolla

Jenny Dogliani

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Torino. Si è svolta ieri all’aeroporto di Caselle la conferenza stampa di presentazione della XXIII edizione di Artissima, nello stesso giorno in cui è scaduto il bando di concorso per la nomina del prossimo direttore.
Contrariamente a quanto dichiarato in precedenza, Sarah Cosulich, direttrice per il quinto anno consecutivo, ha reso nota la sua partecipazione, come anticipato da questo giornale: «Avevo espresso perplessità sulla tempistica del bando non sulla sua necessità, sono felice di mettermi a disposizione della città con un progetto nuovo. Un progetto elaborato sulla base dell’esperienza maturata da anni che vuole seguire un modello nuovo per ripensare alcune cose».

È presto per entrare nello specifico, la curatrice triestina non si lascia sfuggire nulla, ma parlando dell’appuntamento imminente, che si svolgerà all’Oval Lingotto dal 4 al 6 novembre, si è detta «grata per la continuità che è una cosa rara in Italia, a differenza di altri Paesi dove i direttori hanno la possibilità di sviluppare progetti con visioni a lungo termine». Allora è lecito pensare che le novità di quest’anno vadano nella direzione di un’ipotetica strada futura. E le novità sono: una fiera sempre più curata e «museale», con la sezione Dialogue (stand con opere di tre artisti a confronto) che si aggiunge alle canoniche New Entries, Present Future, Back to the Future, Main Section, Per4m e Art Edition; la rivoluzione della distribuzione delle gallerie, con le avanguardie e gli artisti emergenti in una posizione privilegiata; una sempre maggiore valorizzazione del collezionismo, attraverso un’area espositiva che accanto a opere dei principali musei del territorio propone quelle delle tante importanti collezioni private piemontesi, e un profondo coinvolgimento della città, con l’installazione «Flying home» ideata da Thomas Bayrle per lo spazio ritiro bagagli dell’aeroporto torinese. «Artissima cerca sempre di ripensare il suo ruolo di fiera pubblica. Vogliamo dimostrare che Torino è un luogo di cultura innovativa e site specific», conclude la Cosulich.

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Jenny Dogliani, 16 settembre 2016 | © Riproduzione riservata

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