La danza delle Tre Grazie

Di norma non visibile al grande pubblico, il gruppo scultoreo, copia romana di un originale tardoellenistico, è ora esposto dopo il restauro nella Pinacoteca Vaticana

Le Tre Grazie prima e dopo il restauro
Arianna Antoniutti |  | Città del Vaticano

La Sala XVII della Pinacoteca Vaticana ospita eccezionalmente, e temporaneamente, dal 22 settembre, le Tre Grazie, gruppo scultoreo del II secolo d.C. Nell’ambito di «Museum at Work», iniziativa dei Musei Vaticani dedicata al restauro delle opere in collezione, sarà possibile ammirare le Tre Grazie, solitamente non visibili al grande pubblico perché esposte, dal 1932, nel Gabinetto delle Maschere del Museo Pio Clementino. In questo ambiente, non compreso nell’abituale percorso di visita, sono collocati capolavori della scultura classica come l’Afrodite accovacciata e i quattro riquadri musivi con maschere teatrali, provenienti da Villa Adriana, che danno il nome alla sala.

Il prototipo tardoellenistico cui le Tre Grazie vaticane probabilmente rimandano era un’opera di I secolo a.C., forse della cerchia di Stephanos, allievo di Pasiteles. Non si conosce il luogo del ritrovamento dell’opera, che
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