Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Shangai, il Centre Pompidou x West Bund Museum Project. Foto (particolare): Simon Menges per Elle Decor

Image

Shangai, il Centre Pompidou x West Bund Museum Project. Foto (particolare): Simon Menges per Elle Decor

Intanto in Cina riapre il Beaubourg

Il pubblico di nuovo accolto con regole stringenti nel Centre Pompidou x West Bund Museum Project inaugurato l’8 novembre 2019 e chiuso il 24 gennaio

Luana De Micco

Leggi i suoi articoli

Mentre la gran parte dei musei del mondo sono ancora chiusi per il Covid-19, una buona notizia arriva dalla Cina: il nuovo Centre Pompidou x West Bund Museum Project, la «filiale» di Shanghai, ha riaperto le porte il 20 marzo. «La situazione sanitaria in Cina è molto migliorata negli ultimi giorni, ha scritto il museo in una nota di marzo, e le autorità cinesi hanno dato il loro accordo per la riapertura parziale di alcuni luoghi, tra cui i musei».

Il giovane museo è stato inaugurato l’8 novembre 2019 in edificio firmato David Chipperfield sorto lungo il fiume Huang Pu (cfr. n. 402, nov. ’19, p. 32). Ha poi dovuto chiudere lo scorso 24 gennaio a causa della crisi sanitaria. Per ora tutte le manifestazioni e attività culturali restano ferme. Ma sono stati riaperti gli spazi espositivi sulla base di certe regole: si possono ospitare un massimo di 500 persone al giorno, i biglietti possono essere acquistati solo online e i visitatori devono continuare a seguire le regole di sicurezza.

La prima mostra semipermanente «The Shape of Time», con un centinaio di opere della collezione del Musée d’Art Moderne di Parigi, resterà aperta fino al 9 maggio 2021 come previsto. La mostra temporanea «Observations», con i lavori di 15 artisti del Dipartimento Nuovi Media della «casa madre» parigina, è prorogata fino al 31 aprile. «Vedere riaprire questo museo è una gioia portatrice di speranza: la crisi ha una fine, ha detto Serge Lasvignes, presidente del Centre Pompidou. È anche una soddisfazione poiché credo nel ruolo sociale dell’arte e al contributo che può dare per la resilienza di ognuno di noi».

Luana De Micco, 22 marzo 2020 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Il Grand Palais espone, per la prima volta in Francia, il ciclo completo del «Dipinti del Tempio»: 193 opere realizzate tra il 1906 e il 1915 dall’artista svedese

Oltre 160 opere tra dipinti, abiti e oggetti decorativi, illustrano l’invenzione del giardino all’inglese, che privilegiava la contemplazione e la sorpresa rispetto alla razionalità

Mantenendo fede alla sua vocazione multidisciplinare, il museo di Frank Gehry punta su Gerhard Richter, Camille Henrot, Verena Paravel, Zaha Hadid e Julianknxx 

L’accordo triennale firmato il 21 aprile nella reggia sabauda in occasione della 25ma Assemblea generale dell’Associazione delle Residenze reali europee prevede tra l’altro la co-organizzazione di mostre ed eventi, lo scambio di competenze nella gestione e valorizzazione dei grandi siti del patrimonio storico-culturale e nell’accoglienza di un pubblico internazionale e lo sviluppo di progetti scientifici comuni

Intanto in Cina riapre il Beaubourg | Luana De Micco

Intanto in Cina riapre il Beaubourg | Luana De Micco