In pallone con Sarah Bernhardt e Maupassant

Nell'Ottocento la Ville Lumière richiamava visitatori non soltanto con i suoi monumenti, ma grazie a un’orgogliosa propensione alla modernità e all’innovazione tecnologica

Alessandro Martini |

Chi già conosce la collana «Minimalia» sa quanto l’editore Ibis si dedichi con cura e originalità alla conoscenza mai banale di luoghi «altri», lontani nel tempo e nello spazio. Accanto a mondi variamente esotici, è ora la volta di Parigi, certo una delle capitali del viaggio ottocentesco. Allora la Ville Lumière richiamava visitatori non soltanto con i suoi monumenti, ma grazie a un’orogliosa propensione alla modernità e all’innovazione tecnologica.

Le esposizioni (nazionali, mondiali, universali...) erano ovviamente la sede privilegiata in cui dare mostra di sé. In pallone sopra a Parigi è un’efficace sintesi di queste proiezioni e aspettative, attraverso memorie d’epoca a firma di due protagonisti di quella stagione.

Dell’Esposizione Universale del 1878 scrive la grande attrice di prosa Sarah Bernhardt, qui in veste di narratrice. Nel suo breve racconto, protagonista è una sedia di paglia che non solo assiste, ma partecipa all’ascensione del «pallone frenato» progettato dall’ingegner Henri Giffard che, dalla spianata di fronte al Palais des Tuileries, conduce il pubblico (entusiasta) fino a 500 metri d’altezza. Il secondo protagonista è Guy de Maupassant, di cui il volume raccoglie alcuni testi pubblicati tra 1887 e 1888 su «Le Figaro» e «L’Illustration».

Sono pagine in cui l’emozione del volo si alterna a dettagli storico-scientifici sull’evoluzione dell’aeronautica. L’occasione è la partecipazione dello scrittore al volo inaugurale dell’aerostato Le Horla (dal titolo della sua novella pubblicata nel 1886).

Per l’uno e per l’altra, nel volo si condensano fascino, eccitazione e orgoglio per una modernità e un progresso di cui si sentono parte. Ma la capacità critica rimane vigile.

Solo due anni più tardi, per la nuova Esposizione del 1889 sorgerà la Tour Eiffel, con il suo carico simbolico tuttora esibito. Priva di quel carattere di ardimento proprio del volo, Maupassant la giudica poco più che un «ammasso di ferraglia».

In pallone sopra a Parigi, di Sarah Bernhardt e Guy de Maupassant, traduzione di Cristina Costantini, immagini d’epoca di Georges Clairin, 128 pp., Ibis, Como-Pavia 2020, € 8

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