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In asta una performance della Abramovic

La «realtà mista» è di scena da Christie’s (il 22 ottobre). Rispondono Bonhams (con Banksy, il 22) e Phillips (con Baselitz, il 20)

«Das letzte Selbstbildnis I (The Last Self-Portrait I)» (1982) di Georg Baselitz (particolare), in vendita da Phillips. www.phillips.com

Dopo aver accelerato sulla via della sperimentazione digitale, Christie’s prosegue nel segno dell’innovazione annunciando con i toni dell’evento l’offerta per la prima volta all’asta di un’opera di «mixed reality», durante la vendita di Arte del Dopoguerra e Contemporanea che si tiene a Londra il 22 ottobre (a cui segue «Thinking Italian Art and Design»). Si tratta di «The Life», una performance visionaria di Marina Abramovic, messa in scena in anteprima alla Serpentine Gallery nel 2019 e ora proposta con una stima di circa 700mila euro.

Grazie all’utilizzo di uno speciale computer indossabile, simile a una visiera, l’artista apparirà come un fantasma o un ologramma ed eseguirà la performance sui limiti del corpo umano e della mente camminando all’interno di un cerchio di 5 metri per poi svanire. A differenza della realtà virtuale, la «mixed reality» permette agli altri spettatori e agli spazi circostanti di rimanere visibili creando una speciale esperienza interattiva. Prima dell’asta la performance viene proposta al pubblico nella sede di King Street dall’8 al 22 ottobre.

Fra i lotti di punta da Christie’s anche opere di Francis Bacon, David Hockney e Roy Lichtenstein. Del maestro della Pop art americana è offerto «Pitcher triptych», un olio e acrilico su tela del 1972 suddiviso in tre parti che guarda al Cubismo per una rivisitazione del genere della natura morta (1,7-2,7 milioni). Dalla collezione svizzera Crex provengono invece due lavori di matrice neoespressionista: un «Nudo femminile disteso» (1977) di Georg Baselitz (1-1,3 milioni) e uno dei dipinti «ditirambici» di Markus Lüpertz «Arrangement for a cap I» (1973) (130-200mila).

Il 22 ottobre si tiene anche l’asta londinese di Arte del Dopoguerra e Contemporanea da Bonhams, che punta su un artista in grande spolvero negli ultimi tempi come Banksy, di cui è offerto un lavoro del 2006 «Oh My God», opera unica accompagnata dal certificato di autenticità del Pest Control Office (800mila-1,1 milioni). Per chi ama invece una pittura decisamente più intimista è proposta «Per Edward» (1984) di Howard Hodgkin (90-130mila), in cui i colori e la tecnica pittorica in parte puntinista concorrono a produrre suggestive sensazioni visive ed emotive da cui traspare la passione dell’artista per le miniature indiane.

Le energiche pennellate cromatiche di Baselitz, che danno corpo a un evidente senso di solitudine e alienazione, sono protagoniste anche da Phillips, sempre a Londra, il 20 ottobre, che offrirà «The last self-portrait I» (4,9-6 milioni), un olio su tela di grandi dimensioni (2,5x2 metri). L’opera, eseguita nel 1982, riporta già il tratto caratteristico dell’autore, ovvero la resa della figura umana capovolta, che emerge qui dalle tenebre dello sfondo abbozzata con un violento color rosso, richiamando il segno angosciante di Munch a cui l’artista ha dichiarato più volte di ispirarsi. In vendita anche una «Composizione» di Joan Mitchell del 1975 (450-700mila), in cui l’Astrattismo gestuale e materico rivela un chiaro riferimento al rigoglio caotico della vegetazione naturale.

Elena Correggia, da Il Giornale dell'Arte numero 411, ottobre 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • «Oh my God» di Banksy, in vendita da Bonhams
  • Un momento della performance di Marina Abramovic, in vendita da Christie's. © 2020 Christie's Images Ltd

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