Il Romanico nella provincia di Asti

Un'anagrafica ragionata e con itinerari delle chiese medievali della zona

Redazione |

Asti. Nell’Astigiano, via via che si procede fuori dai percorsi consueti, verso le periferie di piccoli comuni o seguendo il profilo delle colline, succede di imbattersi inaspettatamente in chiesette isolate, con facciate in degrado o sbrigativamente ricostruite con freddi intonaci, fiancate imponenti e absidi tondeggianti tuttora bellissime, costruite a fasce alterne di cotto e arenaria, con resti di decorazioni talvolta bizzarre e finestre a bifora, bassorilievi, capitelli.

È il Romanico superstite che fra il 1000 e il 1200 marchiò con densissima intensità il territorio oggi riconducibile al nord della provincia, per diradarsi verso il sud, dove comunque sussistono testimonianze degnissime. Nell’Alto Medioevo furono chiese pievane, gemmazioni di conventi o ospedali, proprietà di vescovati potenti, riferimento religioso e autorevole per intere collettività. Successe poi che il borgo,
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