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Il Grand Tour della Catalogna

Un percorso circolare di 2mila chilometri e 5 itinerari, all’insegna del turismo diffuso e sostenibile

La Chiesa di Vilafranca. Foto: Inmedia Solutions SL, Agencia Catalana de Turisme

Il Governo autonomo della Catalogna ha lanciato il Grand Tour de Catalunya, una proposta di turismo culturale pensata per divulgare le principali attrazioni artistiche e naturali della Regione e per rivitalizzare il turismo senza infrangere le norme anti Covid-19. L’iniziativa comprende visite culturali, naturalistiche ed enogastronomiche che servono come punto di partenza per promuovere esperienze meno conosciute, ma altrettanto interessanti.

Il Grand Tour si compone di 5 itinerari su un percorso circolare di 2mila chilometri, che ognuno potrà realizzare al proprio ritmo e in momenti differenti. In totale richiede circa sette giorni. Barcellona, la Tarragona romana, il Delta dell’Ebro, i vigneti e le cantine del Penedès, i Pirenei, la Valle d’Aran, le chiesette romaniche della Valle de Boí, il Monastero di Montserrat, l’area vulcanica della Garrotxa e i luoghi di Salvador Dalí sono alcuni dei punti nevralgici di un itinerario che offre circa 400 attività diverse, a seconda della stagione. «Il Grand Tour rappresenta un modello di turismo sostenibile, diversificato e di qualità, distribuito in modo equilibrato su tutto il territorio, durante tutto l’anno», ha spiegato David Font, direttore dell’Agenzia Catalana del Turismo. L’iniziativa è parte di un piano destinato a creare «nuovi prodotti turistici denominati 4D, perché contribuiscono alla Deconcentrazione, Destagionalizzazione, Diversificazione e aumento degli Investimenti (in catalano Despesas, Ndr)».

Il progetto, che si basa sul patrimonio storico, artistico e naturale della Catalogna, vuole promuovere un turismo responsabile, attraverso il rispetto per l’ambiente e la conoscenza del territorio, delle sue peculiarità culturali e dei prodotti locali. «È un progetto ambizioso pensato per il pubblico locale, ma anche per i turisti stranieri che dobbiamo recuperare. Servirà a consolidare il marchio “Catalogna” all’estero», ha assicurato Font, sottolineando che si tratta di un progetto concepito con e per il territorio, reso possibile dalla collaborazione tra enti pubblici e imprese private.

Roberta Bosco, da Il Giornale dell'Arte numero 412, novembre 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Monastero di Poblet. Foto di Josep M. Palau Riberaygua. Agencia Catalana de Turisme
  • Montserrat. Foto: Inmedia Solutions SL, Agencia Catalana de Turisme
  • Imagen M.A.S., Agencia Catalana de Turisme
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