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«K» come Kafka, «K» come Kippenberger e, forse, «K» come Kittelmann, il curatore. Così s’intitola il progetto presentato fino al 25 ottobre da Fondazione Prada, in cui Udo Kittelmann ha riunito in forma di trilogia, tra il Podium, il Cinema e la Cisterna, l’installazione di Martin Kippenberger «The Happy End of Franz Kafka’s “Amerika”», 1994 (per la prima volta in Italia); il film «The Trial», 1962, di Orson Welles, tratto da Der Prozess di Franz Kafka (1883-1924) e l’album di musica elettronica «Franz Kafka. The Castle», che il gruppo tedesco Tangerine Dream ha dedicato nel 2013 all’altro suo celebre romanzo, Das Schloss.
Incompiuti, i tre testi si offrono a chi li voglia interpretare come materia malleabile, aperta a diverse letture. Tanto che Kippenberger (1953-97) ha voluto azzardare un lieto fine per il romanzo Amerika (pubblicato postumo nel 1927), che pure ruota intorno al crudele inganno della civiltà industriale e dell’«American dream».
Nel suo lavoro, un campo da calcio accoglie un gran numero di scrivanie, sedie, tavoli, che l’artista immagina come possibili occasioni di colloqui di lavoro, destinati evidentemente, nel suo auspicio, a un esito positivo. Il film «The Trial» di Orson Welles (1915-85), interpretato da Anthony Perkins, guarda all’omonimo romanzo di Kafka.
La musica dei Tangerine Dream completa il progetto con i dieci brani dell’album «The Castle» diffusi in loop nella Cisterna: una sfida impervia la loro, come ammise il fondatore del gruppo, Edgar Froese, perché «è impossibile trasformare “Il Castello” in musica. Per questo non sarà mai nulla più di un tentativo incompiuto». Accompagna il progetto un volume con testi del curatore, di Massimo Cacciari, Paola Capriolo, Primo Levi e altri autori e passi dai diari e dai romanzi di Kafka.
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