Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliRiaperto al pubblico dopo il rifacimento dei servizi igienici per i visitatori reso necessario dalle nuove normative anti Covid-19, il Museo del Bargello è attualmente oggetto di importanti lavori di restauro e manutenzione che riguardano le facciate esterne dell’edificio, costruito a partire dalla metà del Duecento, l’alta torre e la magnifica corte interna porticata dalle pareti disseminate di antichi stemmi, in larga parte lapidei, anch’essi in corso di restauro. Interamente finanziati dal Mibact e programmati in modo da consentire l’apertura al pubblico del museo, i lavori avranno la durata di circa un anno.
«Si tratta di un restauro conservativo con messa in sicurezza degli apparati murari che abbiamo iniziato ottimizzando il periodo di chiusura successivo al lockdown, reso necessario dall’adeguamento dei bagni, afferma la direttrice dei Musei del Bargello, Paola D’Agostino. Questa scelta ci ha portato a posporre l’adeguamento a fini espositivi della chiesa di San Procolo, acquisita lo scorso anno dal Mibact allo scopo di potenziare le dotazioni del museo, che non presenta urgenze di carattere conservativo e strutturale. Entrambe le operazioni mirano a riaffermare la centralità del Bargello nella vita e nell’offerta culturale fiorentine.
È importante rafforzare, specie in questo difficile momento di drastica riduzione dei flussi turistici, il rapporto con la filiera culturale, produttiva e commerciale anche ascoltando proposte e suggerimenti degli operatori». Data la presenza, nella cappella affrescata attribuita a Giotto, del più antico ritratto di Dante, il Bargello partecipa agli eventi che nel 2021 celebreranno il 700mo anniversario della morte del sommo poeta.
La facciata del Bargello con gli antichi stemmi lapidei. Cortesia Musei del Bargello, Firenze
Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Nell’ambito della rassegna «Caring for Art. Il restauro in Mostra» viene esposta la rara testimonianza della sperimentazione tecnica di Sansovino, un utilizzo di materiali delicati e così particolari che hanno richiesto alle restauratrici dell’Opificio Pietre Dure sei anni di lavoro
Nel 2016 riapriva a Firenze, su progetto di Ipostudio, il museo ospitato dallo Spedale brunelleschiano, che racconta una lunghissima e commovente storia di accoglienza e tutela dell'infanzia
Un’ampia retrospettiva al Kunstmuseum di Berna e al Franz Gertsch Museum di Burgdorf indaga la produzione pittorica del pioniere svizzero del fotorealismo
Un volume raccoglie gli esiti ultratrentennali del riconoscimento, disegnando una geografia di luoghi non comuni, contraddistinti dalla cura e dal senso di appartenenza dei loro abitanti


