I riflessi di Signac

Ada Masoero |  | Lugano

Oltre 140 opere tra dipinti, acquerelli, disegni e incisioni di Paul Signac (1863-1935), tutti provenienti da un’unica, ricchissima collezione privata, ripropongono al Masi-Museo della Svizzera Italiana la pittura di questo maestro dell’arte europea dell’ultimo Ottocento

In arrivo dalla Fondation de l’Hermitage di Losanna, la mostra «Paul Signac. Riflessi sull’acqua» (dal 4 settembre all’8 gennaio prossimo, a cura di Marina Ferretti Bocquillon, direttrice scientifica del Musée des Impressionistes di Giverny e corresponsabile degli Archives Signac) inaugura il secondo anno di attività del nuovo museo luganese. Dapprima amico e seguace degli impressionisti della prima ora, nel 1884, ventunenne, Signac incontra il grande e scontroso Georges Seurat (1859-91), che lo prende a benvolere e con cui fonda la Societé des Artistes Indépendants.

Con Seurat, di cui raccoglierà l’eredità artistica dopo la sua precoce
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