I pionieri degli Nft in Italia

La prima vendita di Criptoarte si è svolta da Cambi con incrementi medi del 25%

«Hollow» (2021) di Annibale Siconolfi (particolare)
Michela Moro |

Si è conclusa con successo la prima asta di Criptoarte di artisti italiani organizzata da Cambi in collaborazione con SuperRare, una tra le più accreditate e «curate» piattaforme esistenti per la vendita di Nft. La coraggiosa iniziativa di Cambi ha offerto ai collezionisti italiani un primo approccio con le nuove realtà digitali che stanno aprendo all’arte contemporanea inediti orizzonti digitali, per ora non sempre di facile lettura e utilizzo.

Dei 18 lotti proposti da Serena Tabacchi, curatrice della collezione «Dystopian Vision» e direttrice del MoCDA, Museum of Contemporary Digital Art, 11 sono stati aggiudicati durante i giorni della vendita. Gli artisti sono nomi nuovi per i collezionisti tradizionali, ma non per i frequentatori della Criptoarte, tanto che gran parte degli acquirenti provenivano da diverse parti del mondo e non solo dall’Italia.

Tabacchi ha raccolto alcuni tra i più interessanti artisti della Digital Art italiana (Giusy Amoroso, Vittorio Bonapace, Fabio Catapano, Catelloo, Mattia Cuttini, Domenico D’Alisa, Leonardo Dentico, Manuel Gardina, Giuseppe Lo Schiavo, Teresa Manzo, Giovanni Motta, Elia Pellegrini, Paola Pinna, Nicola Scognamiglio, Annibale Siconolfi, Fabiano Speziari, Undeadlu e Luca Viola), in uno spaccato rappresentativo della scena artistica nazionale.

La vendita è avvenuta in Ethereum, la criptovaluta blockchain utilizzata da SuperRare, e ha totalizzato oltre 30 Eth, più di 60mila euro alla conversione odierna, con un incremento medio del 25% rispetto alle stime.

Da notare che le due opere top lot della vendita si sono posizionate tra i 10 best seller di SuperRare durante i giorni dell’asta: «Robotica» di Giuseppe Lo Schiavo, venduta per 8 Eth, e «Restore Azimov» di Catelloo, aggiudicata per 6,5 Eth a un noto criptocollezionista. Questi dati sono stati raccolti durante i 10 giorni di durata dell’asta stabilita da Cambi, ma secondo le modalità di vendita di SuperRare, le opere «invendute» potranno essere acquistate ancora nei prossimi sei mesi.

Per facilitare l’approccio a questo mondo ancora poco noto e soddisfare le molte curiosità degli appassionati, durante i giorni di vendita Cambi ha organizzato una visione delle opere nella sede milanese e due webinar, che hanno riscosso un ottimo successo, a testimonianza dell’interesse suscitato dall’operazione, creando un’osmosi di informazioni tra collezionisti tradizionali e investitori in campo digitale, con entrambe le categorie interessate all’asta partendo da punti di vista totalmente opposti.

Le vendite si sono già rivelate dei buoni investimenti perché se l’asta è avvenuta in una settimana in cui il mercato era in generale in difficoltà, adesso si è ripreso e le opere si sono rivalutate del 25% circa.

«Quello che mi ha più colpito nei giorni di esposizione erano i commenti dei collezionisti tradizionali: nessuno ha messo in discussione l’aspetto artistico, a volte non facile, ma piuttosto l’uso deterrente della, per loro, misteriosa criptovaluta, osserva Bruno Pitzalis, coordinatore dell’asta. Inoltre rilevavano le stesse difficoltà avute agli inizi con l’acquisto della fotografia per le dinamiche legate alla riproduzione delle opere. È interessante mettere piede in un mercato con logiche proprie, in cui nessuno in Italia si era ancora avventurato. C’è sempre rischio e gratificazione nell’essere pionieri».

Anche Matteo Cambi, presidente delle casa d’aste Cambi, è pienamente soddisfatto del risultato ottenuto: «Per Cambi era importante che l’asta fosse un successo, ma soprattutto che si cominciasse a parlare di Nft anche con gli appassionati e i collezionisti "tradizionali". Siamo convinti che questo mondo avrà la sua rilevanza nel futuro dell’arte contemporanea, ed è nella natura della nostra casa d'aste affacciarsi a nuove sfide con intraprendenza».

© Riproduzione riservata «Exoskeleton. The origin» (2021) di Giusy Amoroso (particolare) «Robotica» (2021) di Giuseppe Lo Schiavo
Altri articoli di Michela Moro
Altri articoli in ASTE