Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliAllo scopo di valorizzare un patrimonio in cui scienza, arte e società si fondono fino a ricostruire la millenaria storia della medicina, è nata Acosi-Associazione Culturale Ospedali Storici Italiani. Cinque gli enti fondatori, tra i più antichi e illustri a livello nazionale: l’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, l’Ospedale Civile Santi Giovanni e Paolo di Venezia, la Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, l’Ospedale di Santo Spirito in Sassia di Roma e l’Ospedale degli Incurabili-Mas di Napoli.
All’associazione possono aderire istituzioni sanitarie pubbliche e private, tuttora operanti, che intendano ribadire il loro ruolo sociale attraverso la condivisione dei propri patrimoni archivistici, artistici e architettonici. Acosi intende, inoltre, promuovere collaborazioni con associazioni e istituzioni locali, non solo allo scopo di proporre nuovi modelli di fruizione culturale e turistica, ma anche riconoscendo il valore terapeutico dell’arte nel processo di umanizzazione delle cure.
Afferma Giancarlo Landini, presidente Acosi e della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus: «L’associazione nasce nel mezzo di una pandemia, con un’emergenza sanitaria che ha messo ben in risalto l’importanza del sistema sanitario nazionale. La scelta del momento vuole rappresentare un segno di ripartenza, che passa necessariamente dalla cultura anche in strutture che da secoli perpetuano la loro vocazione assistenziale e di cura». La presidenza Acosi sarà a rotazione tra i cinque enti fondatori, che già possiedono percorsi museali ma godranno d’ora in poi di comuni strategie di promozione e valorizzazione.
La Biblioteca Lancisiana all'interno dell’Ospedale di Santo Spirito in Sassia di Roma. © Asl Roma 1
Altri articoli dell'autore
Nell’Oasi Dynamo sull’Appennino pistoiese anche tre nuove opere: del collettivo fuse*, di Stefano Boeri e dell’artista belga che in questa intervista racconta la sua arte e il suo essere un «giardiniere»
Il recupero del complesso monumentale pistoiese restituirà oltre 5mila metri quadrati al centro storico
Tra il centinaio di opere esposte, provenienti dalla Tate di Londra, anche lavori di Turner, Romney e Füssli a lui ispirati
Al Museo Rietberg 20 artisti provenienti o appartenenti alle diaspore di Africa, Americhe, Asia, Australia e Oceania hanno lavorano con materiale fotografico dell’era coloniale



