Giorno per giorno nell’arte | 23 gennaio 2024

La curatrice della Biennale di Liverpool 2025 sarà Marie-Anne McQuay • I Carabinieri Tpc restituiscono a Olomouc un volume a stampa cinquecentesco • Riapre il Museo Carlo Zauli a Faenza • A Treviglio si inaugura «La Porta del Cielo» • La prima edizione del Premio Barnaba, concorso letterario • La giornata in 11 notizie

Dall’alto a sinistra e in senso orario: Palazzo Gio Vincenzo Imperiale, uno dei Palazzi dei Rolli di Genova; un particolare del Polittico di San Martino, a Treviglio (Bg); un ritratto di Robert Whitman (foto: George Etheredge); il libro cinquecentesco a stampa restituito dal Nucleo Tpc dei Carabinieri all’Arcidiocesi di Olomouc
Redazione |

La curatrice della Biennale di Liverpool 2025 sarà Marie-Anne McQuay
La Biennale di Liverpool, il più grande festival di arte contemporanea del Regno Unito, ha nominato Marie-Anne McQuay curatrice dell’edizione 2025. McQuay risiede a Liverpool, città in cui ha ricoperto il ruolo di responsabile del programma del centro d’arte contemporanea Bluecoat dal 2015 al 2022, dove ha allestito mostre di artisti come Larissa Sansour, Suki Chan e Jade Montserrat. Arriva come direttrice dei progetti di Arts&Heritage (agenzia che aiuta i musei e le organizzazioni culturali di tutto il Paese a inserire nella programmazione l’arte contemporanea) e tornerà a svolgere questo ruolo dopo la Biennale. È la seconda volta che McQuay lavora a un grande evento internazionale di questo tipo: la prima è stata nel 2019, quando è stata curatrice ospite del padiglione gallese a Venezia. [Alexander Morrison]

I Carabinieri Tpc restituiscono all’Arcidiocesi di Olomouc (Repubblica Ceca) un volume a stampa cinquecentesco
I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine hanno restituito, lo scorso 16 gennaio, all’Arcidiocesi di Olomouc, in Repubblica Ceca, un libro stampato nel 1518, intitolato Postilla Guillermi super epistolas et euangelia, appartenente al corpus librario della Biblioteca del Capitolo di Olomouc e proveniente da un’attività illecita. Il tomo era stato messo in vendita per diverse migliaia di euro da una casa d’aste triestina: la sua reale provenienza era stata compresa dall’«ex libris» del volume, per un’annotazione scritta di pugno sul frontespizio. [Redazione]

Riapre il Museo Carlo Zauli a Faenza
A Faenza (Ra) riapre al pubblico il 27 gennaio il Museo Carlo Zauli, dopo la chiusura per i lavori di ristrutturazione necessari in seguito all’alluvione che lo ha colpito lo scorso maggio. I lavori non sono stati ancora completati del tutto, ma sulla pagina ufficiale del museo si legge: «Il Museo rivive per il generoso aiuti di tutti coloro, aziende, enti e privati cittadini, che hanno donato fondi, consulenze, tempo ed energie per salvarlo e riaprirlo». In occasione della riapertura, l’istituzione romagnola esporrà fino al 2 marzo installazioni temporanee di Michele Guido e Namsal Siedlecki e degli studenti che hanno seguito il «Progetto Residenza d’Artista» di Michele Guido, per il quale il Museo Zauli ha vinto un bando della Regione Emilia-Romagna. Il progetto esplora il rapporto tra ceramica e arte contemporanea, invitando artisti di rilievo che abitualmente non usano questo materiale. [Tina Lepri]

A Treviglio si inaugura «La Porta del Cielo», che ospita il Polittico di San Martino

Il 3 febbraio apre a Treviglio (Bg) «La Porta del Cielo», il nuovo museo che ospita il Polittico di San Martino, opera di Bernardo Zenale e Bernardino Butinone. Creato in una sede adiacente alla Basilica San Martino e Santa Maria Assunta, lo spazio museale mette finalmente a disposizione del capolavoro del Rinascimento lombardo un allestimento all’altezza del suo valore storico e artistico. Durante l'inaugurazione, nella Basilica di San Martino (piazza Manara, Treviglio, ingresso libero) Vittorio Sgarbi pronuncerà una prolusione sul Polittico, da lui stesso definito in un articolo «il più grande spettacolo del secolo». [Redazione]

La prima edizione del Premio Barnaba, concorso letterario del Museo Galileo
Si tiene quest’anno la prima edizione del Premio Barnaba, un concorso letterario ideato dal Museo Galileo di Firenze. I lavori (in lingua italiana, di massimo 30mila battute) devono pervenire entro il 31 marzo 2024, nelle modalità indicate sul sito del Museo Galileo. La premiazione si terrà a Pieve Santo Stefano (Ar) nell’ambito del Premio Pieve Saverio Tutino, che si svolgerà il prossimo 15 settembre. Barnaba è il nome del protagonista del racconto di Daniele Del Giudice Nel museo di Reims, pubblicato nel 1988 (Einaudi). Barnaba è un ragazzo che in seguito a una malattia sta perdendo la vista e decide di recarsi a Reims, con l’intento di ammirare il «Marat assassinato» di Jacques-Louis David. Una ragazza, Anne, si accorge della sua difficoltà e decide di aiutarlo, di raccontargli il quadro, ma nel farlo mente. Quali ricordi, curiosità, fantasie, percorsi mentali può accendere la visita a un museo? In quanti modi diversi si può raccontare un’opera d’arte, uno strumento tecnologico o una collezione scientifica? Da queste idee nasce il Premio Barnaba. [Redazione]

I «Giardini sensoriali» per i non vedenti nei sette siti Unesco della Sicilia
Sarà esteso ai sette siti Unesco della Sicilia il progetto dei «Giardini sensoriali». Il primo, nato in un’area verde di 2mila metri quadrati, è stato inaugurato lo scorso dicembre all’interno del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento per consentire anche ai non vedenti, con percorsi in braille e lingua dei segni, l’esplorazione e la conoscenza dei luoghi. Il progetto, finanziato dal Ministero della Cultura e dalla Regione Sicilia, è denominato «SmartEducationUnescoSicilia - Cinque sensi per sette siti». Il primo giardino è stato ideato dalla storica dell’arte Giada Cantalamessa e realizzato dall’architetto Guido Meli. «Apprendere i valori della cultura attraverso i cinque sensi significa percepire meglio la realtà che ci circonda: e questo giardino, un piccolo Eden, lo dimostra», afferma l’architetto Silvia Patrignani, funzionario presso l’Unesco del Ministero della Cultura. [Tina Lepri]

In oltre 60mila per i Rolli Days a Genova
Ha superato le 60mila presenze in tre giorni la prima edizione invernale dei Rolli Days a Genova, dedicata a Fabrizio De André in occasione del 25mo anniversario della sua scomparsa, con i turisti che hanno raggiunto oltre il 30% del totale. È il bilancio del Comune di Genova sull’apertura straordinaria dei palazzi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. «È un dato che conferma come Genova sia in grado di attirare turisti in ogni periodo dell’anno», commenta il sindaco Marco Bucci. [Ansa]

Per i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari un ciclo di conferenze a Firenze

Nel 2024 ricorrono i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari e l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 proprio grazie a una sua idea, ricorda l’evento con un ciclo di conferenze organizzato dalla sua classe di Storia dell’Arte, presieduta da Massimiliano Rossi, e dedicato all’ultimo decennio di vita del grande pittore, architetto e scrittore, il decennio in cui la sua carriera arriva al culmine. Si intitola «Giorgio Vasari 1574-2024. L’apogeo della fama» e prenderà il via venerdì 26 gennaio con una conferenza di Cristina Acidini sull’ultima impresa vasariana: il ciclo della cupola del Duomo fiorentino. [Redazione]

Alla Fondazione Rovati una conferenza su tre generazioni dei Castellani

Alla Fondazione Luigi Rovati di Milano prosegue il ciclo di conferenze legate alla mostra «Tesori etruschi. La collezione Castellani tra storia e moda», in corso fino al 3 marzo. Domani 24 gennaio Antonella Magagnini, archeologa, e Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto nazionale di studi etruschi e italici, sono protagonisti dell’incontro «I Castellani: un prisma di attività», che ripercorrerà l’esistenza di tre generazioni della celebre famiglia di artigiani artistici e collezionisti. I componenti della dinastia Castellani sono Fortunato Pio (1794-1865), il capostipite, i due figli Alessandro (1823-83) e Augusto (1829-1914), che occupano una posizione di rilievo in tutte le attività familiari, e il figlio più giovane Guglielmo (1836-96), dalla personalità complessa. La terza generazione è rappresentata da Torquato (1846-1931), figlio di Alessandro, che seguì il padre nei suoi spostamenti ereditandone la creatività e l’amore per il collezionismo e gestendo, insieme alla sorella Bice (1849-1917), la laboriosa vendita della collezione paterna; e Alfredo (1856-1930), il figlio di Augusto. [Redazione]

Mostre che aprono
I Codici cancellati di Isgrò al Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna
Il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna ospita dal 2 al 9 febbraio, nella sede di Palazzo Malvezzi, la mostra di Emilio Isgrò «Cancellazione dei Codici-Civile e penale», a cura di Renata Cristina Mazzantini (direttrice Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma), Lorenzo Balbi (direttore MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna) e Marco Bazzini (responsabile scientifico Archivio Emilio Isgrò). Il progetto espositivo è promosso da Archivio Emilio Isgrò, in collaborazione con MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna e Giuffrè Francis Lefebvre, con il patrocinio del Dipartimento di Scienze Giuridiche, Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, con il sostegno di Galleria Gaburro e il contributo di UniCredit e rientra nella dodicesima edizione di Art City Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera. [Redazione]

Addii
Robert Whitman. Il 19 gennaio è morto all’età di 88 anni, nella sua casa dell’Hudson Valley, nello stato di New York, l’artista Robert Whitman. L’annuncio è giunto dalla sua galleria, la Pace Gallery. Era uno degli artisti pionieri degli «happenings» della fine degli anni Cinquanta e dell’inizio degli anni Sessanta, che Whitman realizzò al fianco di artisti come Allan Kaprow, Claes Oldenburg, Jim Dine, Red Grooms: furono tra le prime opere d’arte a portare elementi dal vivo più tipicamente associati al mondo delle gallerie e degli spazi d’arte visiva non profit, e sono in gran parte considerati i precursori dell’arte performativa. Fu anche cofondatore del collettivo «Experiments in Art and Technology», che creò insieme a Robert Rauschenberg, con l’aiuto degli ingegneri dei Bell Telephone Laboratories Fred Waldhauer, Billy Kluver e Julie Martin. [Wallace Ludel]

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