NOTIZIE IN BREVE GIORNO PER GIORNO NELL'ARTE | 18 GENNAIO 2024

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GIOVEDÌ 18 GENNAIO 2024

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Dall’alto a sinistra e in senso orario: i livelli raggiunti dall’acqua in un monumento nel Parco Archeologico di Mehrauli, Delhi, sono un esempio di effetti del cambiamento climatico (Foto: Wmf); i due quadri di Chagall e Picasso ritrovati ad Anversa (Foto: Parquet de Namur); il castello di Castelmore, nel sud-ovest della Francia (Foto tratta da Wikipedia; Foto di Jibi44, CC BY 2.5); la facciata della Kunsthalle di Bratislava (Foto: Kunsthalle Bratislava)

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Il World Monuments Fund ha annunciato una serie di progetti (per 15 milioni di dollari) contro il cambiamento climatico

Il 17 gennaio, il World Monuments Fund (Wmf), il maggior ente indipendente dedicato alla salvaguardia del patrimonio culturale in tutto il mondo, ha annunciato il lancio della sua nuova «Climate Heritage Initiative», una serie di progetti da 15 milioni di dollari che affrontano alcuni dei rischi più gravi per i siti storici in tutto il mondo. Secondo le stime dell’Unesco, un sito su sei del patrimonio culturale è minacciato dal cambiamento climatico, un numero impressionante che riflette l’urgenza di questa missione. L’organizzazione sta approfondendo il proprio impegno a favore del patrimonio culturale attraverso le valutazioni, le ricostruzioni in loco e una serie di metodi e soluzioni di adattamento, tra cui la trasformazione dei sistemi di stoccaggio e trasporto dell’acqua in India, Nepal e Perù. 

02

Il Ministero della Cultura slovacco revoca i finanziamenti alla Kunsthalle di Bratislava, e il direttore dà le dimissioni

Il direttore della Kunsthalle Bratislava, Jen Kratochvil, si è dimesso lunedì, ha annunciato l’istituzione su Instagram. Nello stesso post, la Kunsthalle Bratislava ha comunicato che il Ministero della Cultura, che di recente si è spostato politicamente verso destra, ha revocato i finanziamenti per il programma artistico ed educativo 2024 dell’istituzione. Questa stessa settimana l’ente governativo ha dichiarato che saranno anche ridotti i finanziamenti per le organizzazioni che sostengono le persone Lgbtq+. «Siamo giunti a un punto in cui professionisti esperti e rispettati, studiosi, artisti, pedagoghi, curatori e operatori culturali si trovano ad affrontare l’accusa di propagare valori che stanno “mettendo in pericolo il futuro dei bambini in Slovacchia”», ha scritto la Kunsthalle Bratislava. Il vuoto lasciato dalla partenza del direttore Jen Kratochvil sarà temporaneamente riempito dal direttore economico Denisa Zlata. 

03

Ritrovati in Belgio un Picasso e uno Chagall rubati

Quattordici anni dopo il loro furto in Israele due dipinti, una «Testa» di Pablo Picasso e un «Uomo in preghiera» di Marc Chagall, sono stati ritrovati dalla polizia belga in uno scantinato di Anversa. L’annuncio del ritrovamente è stato dato dalle autorità belghe il 16 gennaio. Le due opere, il cui valore stimato è di 900mila dollari, erano state rubate nel febbraio del 2010 a un collezionista di Tel Aviv. I ladri avevano sottratto anche gioielli per un valore di 680mila dollari, ma solo i dipinti sono stati recuperati. Le loro condizioni conservative, stando a quanto dichiarato dalle autorità belghe, sono buone. [Le Figaro]
 

04

Imbrattate con messaggi antisionisti alcune gallerie newyorkesi

La scorsa settimana, nel pieno fervore dell’inizio del nuovo anno, alcuni spazi artistici commerciali di Chinatown a New York, sono stati imbrattati con messaggi antisionisti. Sulle vetrine di 56 Henry e Maxwell Graham, ad esempio, è comparsa la scritta «Stop selling to Zionists». Le immagini degli imbrattamenti  sono state pubblicate il 14 gennaio su Instagram da Wawog (Writers Against the War on Gaza), organizzazione che ha però dichiarato di non essere l’autore dell’azione. I manifesti incollati sulle vetrine di entrambe le gallerie si riferivano sia alla «gentrificazione di Chinatown» sia alla «colonizzazione della Palestina», e sembravano accusare questi esercizi commerciali di essere «complici del genocidio». 

05

Al Cairo è stato demolito il centro per le arti contemporanee Darb 1718

Il centro per le arti contemporanee Darb 1718 al Cairo è stato demolito il 6 gennaio. Lo ha comunicato su Instagram l’omonima organizzazione egiziana: «Siamo rattristati e indignati nell’annunciare la demolizione, senza alcun preavviso o risarcimento, dell’edificio principale di Darb 1718, un punto di riferimento storico del Cairo che è stato un rifugio per artisti e artigiani di ogni genere, si leggeva nel post. La demolizione di Darb 1718 è un chiara messa in atto delle continue minacce al patrimonio e al tessuto storico del Cairo, e dello spostamento senza alcun riguardo delle sue comunità». L’edificio, secondo la versione fornita dalle autorità, è stato demolito per allargare un’autostrada. Il Cairo è al centro di una massiccia riqualificazione, mentre il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi cerca di modernizzare la città sovraffollata e di costruire una nuova capitale da 59 miliardi di dollari ai margini del deserto. Il Governo, nell’ambito di questo progetto, ha già costruito oltre 6.500 km di nuove strade e 900 tunnel e ponti. Tutto questo sviluppo ha però fatto sì che interi quartieri venissero rasi al suolo. [ArtNews]
 

06

Sequestrate le costruzioni abusive sull’isola de «Li Galli», nel comune di Positano

È stato operato il sequestro, da Carabinieri e Guardia di Finanza su mandato del Tribunale di Salerno, delle costruzioni abusive nel comprensorio dell’isola de «Li Galli», riserva naturalistica del comune di Positano. I reati ipotizzati vanno dai danni urbanistici ambientali e paesaggistici al cambio di destinazione d’uso fino alla costruzione di alberghi e opere edilizie prive di autorizzazioni nel territorio dell’isola (che comprende anche antichi ruderi romani) chiamato «Gallo Lungo». Li Galli fu il rifugio del ballerino russo Rudolf Nureyev che acquistò la villa, progettata dall’architetto Le Corbusier negli anni Venti per il coreografo russo Leonide Massine. 

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Il castello di d’Artagnan a un bivio: museo o residenza privata?

Destino incerto quello del Castello di Castelmore, in vendita da oltre due anni. Situato nel villaggio di Lupiac, nel Gers (Sud-ovest della Francia), è noto come la dimora di d’Artagnan, l’eroe del romanzo I Tre Moschettieri. L’edificio all’inizio del XVII secolo ha infatto dato i natali a Charles de Batz de Castelmore, la cui vita al servizio della corona francese ha ispirato il celebre personaggio di Alexandre Dumas. Con la sua facciata ocra il maniero è al centro di una battaglia tra le autorità locali, che sognano di trasformarlo in un centro turistico e culturale, e l’amministratore delegato del gigante della grande distribuzione Auchan, Yves Claude, che ha «progetti per una residenza privata» nella tenuta. [Le Figaro]
 

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Il Des Moines Art Center in Iowa smantellerà un’installazione di Mary Miss del 1994

Il Des Moines Art Center dell’Iowa ha deciso di smantellare un’installazione del 1994 dell’artista Mary Miss, dopo che una indagine interna ha concluso che l’opera è ora «non sicura per rimanere accessibile al pubblico» e «non più recuperabile» dopo anni di decadimento strutturale. In una lettera del 17 gennaio, indirizzata all’artista, il Consiglio di amministrazione del museo ha espresso rammarico per la decisione di rinunciare all’opera, sostenendo che misure alternative per intervenire con un restauro sui materiali dell’opera non erano «finanziariamente possibili»: i costi si aggiravano intorno ai 2,6 milioni di dollari. [ArtNews]
 

09

Quattordici dipinti in restauro a Napoli: entreranno nelle collezioni del Maschio Angioino

Quattordici tra dipinti e sculture, con tele firmate Paolo De Matteis, Francesco De Mura, Ippolito Borghese e altri autori databili tra il Cinquecento e il Settecento, sono stati affidati al restauratore Umberto Maggio per entrare un domani a far parte della collezione del museo del Maschio Angioino. Queste le prime opere selezionate tra il corposo nucleo di 400 tra quadri, arredi sacri e sculture di scuola napoletana recuperati nel 2021 in più depositi di Castel Nuovo. Una storia su cui accese i fari anche la Procura: beni artistici dal Medioevo fino all’Ottocento, provenienti da chiese ed enti di beneficenza cittadini come la Real Casa Santa dell’Annunziata, il Real Albergo dei Poveri e la Chiesa di Sant’Eligio, acquisiti al patrimonio comunale in seguito a una legge regionale del 1980. Per quarant’anni, sono rimasti accatastati senza un criterio, dimenticati e gravemente danneggiati dall’umidità e dalla pioggia caduta all’interno delle torri e altre sale del maniero. [la Repubblica]
 

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Scavi a Ponsacco hanno riportato alla luce le vestigia medievali della cittadina

Una torre trecentesca, i resti della Porta Pisana e un breve tratto delle mura di cinta. Grazie ai ritrovamenti archeologici in piazza della Repubblica, Ponsacco (Pi) ritrova la sua storia medievale. Sono state presentate le prime informazioni su ciò che è stato scoperto durante alcuni lavori nel centro della cittadina. Il ritrovamento di maggiore interesse storico-archeologico è sicuramente quello relativo ai resti della Porta Pisana e a un breve tratto di muratura della cinta urbana medievale. La porta è conservata con pochi filari in mattone al di sopra della risega di fondazione ed è confermata nella datazione dalla mensiocronologia (strumento empirico utilizzato per datare i resti materiali, a partire dalle dimensioni dei laterizi posti in opera, Ndr) dei laterizi con la quale è costruita. [Il Tirreno]
 

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Arrestato in Messico un trafficante italiano di droga e di arte. Era soprannominato «Banksy»

Nei giorni scorsi Andrea Deiana, quarantaduenne di Terracina, è stato catturato ed estradato in Italia con un volo da Città del Messico. Per sostenere la sua latitanza, Deiana avrebbe utilizzato non solo i proventi del narcotraffico, ma anche quelli derivati dalla vendita di una litografia autorizzata dell’opera «Il lanciatore di fiori» di Banksy. Una riproduzione del murale realizzato dall’ignoto graffitaro di Bristol a Gerusalemme sul muro che separa Israele dalla Palestina. Il quarantaduenne nel giro dei traffici internazionali di cocaina, hashish e marijuana era soprannominato proprio come il noto artista di strada inglese. Un appellativo derivato dalla sua attività lavorativa di facciata di mercante d’arte e di contitolare di una galleria ad Amsterdam. [La Stampa]
 

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I curatori e il tema della terza edizione di «Desert X AlUla»

«Desert X AlUla», la mostra d’arte internazionale che si tiene ad AlUla, regione desertica nella Penisola Arabica, è l’evento più significativo del Festival delle Arti di AlUla. Mentre Raneem Farsi e Neville Wakefield torneranno quest’anno come direttori artistici, per la mostra, giunta alla terza edizione, sono stati nominati due curatori: Maya El Khalil e Marcello Dantas. El Khalil è una consulente d’arte e curatrice con un focus sulla regione del Medio Oriente e del Nord Africa. Dantas è un curatore noto per pratiche interdisciplinari innovative che collegano scienza, storia e tecnologia per creare esperienze partecipative. «In the Presence of Absence» è il tema scelto per la mostra, che si terrà dal 9 febbraio al 23 marzo 2024 e nella quale gli artisti esploreranno ciò che non può essere visto. 

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La seconda edizione del concorso «Oknoplast For Art»

È aperta la seconda edizione del concorso «Oknoplast For Art», in collaborazione con il Mocak (il Museo d’Arte Contemporanea di Cracovia) che mira a sviluppare e diffondere la cultura e l’arte contemporanea. Anche per quest’anno l’azienda ha rinnovato l’impegno di farsi promotrice, insieme al Mocak, di un vero e proprio concorso rivolto ad artisti internazionali emergenti invitandoli a esprimere liberamente la propria creatività utilizzando come “tela” la finestra. La competizione «Oknoplast For Art» si chiuderà il 4 marzo 2024, termine ultimo per l’invio dei progetti. I vincitori di questa seconda edizione riceveranno diversi premi: 7mila euro, 3mila euro e 2mila euro. 
 

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NOTIZIE DAL MIC: Il «Ddl eco-vandali» è legge

«Ringrazio il Parlamento per il lavoro svolto, prima il Senato e oggi la Camera, per essere finalmente riusciti a raggiungere questo fondamentale traguardo. Oggi è una bella giornata per la cultura italiana e, in particolare, per il patrimonio artistico e architettonico della Nazione. Con l’approvazione definitiva a Montecitorio diventa legge il “ddl eco-vandali”, da me fortemente voluto, che stabilisce un principio cardine: d’ora in poi, chi arrecherà dei danni al patrimonio culturale e paesaggistico sarà costretto a pagare di tasca propria il costo delle spese per il ripristino integrale delle opere». Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, dopo l’approvazione definitiva del provvedimento da parte dell’Aula della Camera. «Chi si renderà responsabile di atti vandalici nei confronti dell’arte e dei monumenti nazionali, patrimonio della nostra identità e dell’umanità, deve sapere che ne risponderà direttamente in prima persona dal punto di vista patrimoniale. Si tratta, infatti, di sanzioni amministrative immediatamente irrogabili dal prefetto del luogo dove il fatto è commesso, sulla base delle denunce dei pubblici ufficiali», ha continuato il Ministro.
 


 

Redazione, 18 gennaio 2024 | © Riproduzione riservata