Gioco con Yoko

Nobuyoshi Araki, in mostra alla Bourse de Commerce è un voyeur maniaco e spregiudicato del quotidiano

«Shi Nikki (Private Diary)» (1993) di Araki © Nobuyoshi Araki, Taka lshii Gallery e Pinault Collection
Luana De Micco |  | Parigi

La Bourse de Commerce, il nuovo museo della Collection Pinault, rinnova in parte la sua mostra inaugurale «Ouverture» e lo fa all’insegna della fotografia. Dall’8 dicembre presenta «Shi Nikki (Private Diary) for Robert Frank», la serie di 101 scatti in bianco e nero che il fotografo giapponese Nobuyoshi Araki realizzò nel 1993, tre anni dopo la morte prematura della moglie, Yoko. Araki, 81 anni, è il cronista spregiudicato del quotidiano, «uno dei più estremi, maniaci e creativi» fotografi giapponesi, secondo Simon Baker, direttore della Mep-Maison Européenne de la Photographie. «Ciò che di più essenziale emerge nelle sue opere, ha detto Baker, e in particolare in questa sua lunga serie, è l’impressione di un gioco libero tra l’aneddotico o il quotidiano e la posa studiata o la composizione».

In questo universo singolare, la moglie Yoko è protagonista, diretta e indiretta, assoluta e ossessiva. Araki ha infatti pubblicato tanto le foto della luna di miele (nel famoso «Sentimental Journey» del 1971) che quelle della morte della donna (in «Winter Journey» del 1990). «È grazie a Yoko che sono diventato fotografo», ha sempre detto. In questa serie, alle pose erotiche e sensuali si alternano immagini del quotidiano, nature morte, il cielo e le strade di Tokyo, il gatto Chiro.

La mostra di Araki è allestita nella Galleria 3. Nello Studio, invece, sempre dall’8 dicembre, viene presentata l’installazione video-musicale «Luanda-Kinshasa» (2013) di Stan Douglas (sei ore in tutto). L’artista canadese ha filmato una seduta di registrazione fittizia ricostruendo il leggendario studio newyorkese della Columbia Records noto come «The Church», perché occupava una ex chiesa armena, dove registrarono anche Miles Davis e Aretha Franklin. I luoghi sono restituiti nel dettaglio, così come l’atmosfera «seventies».

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