Gerusalemme in casa

Uno studio analizza il fenomeno artistico dei Sacri Monti

Particolare della Madonna nel presepio di Gaudenzio Ferrari al Sacro Monte di Varallo, cappella VII
Arabella Cifani |

L’area occidentale e centrale delle Alpi italiane è punteggiata da una serie di Sacri Monti, che, come sentinelle, vegliano sulle vie d’ingresso alla pianura padana. Varallo Sesia, Orta, Crea, Varese, Oropa, Ghiffa, Domodossola, Belmonte, Ossuccio furono creati con scopi precisi come baluardi della fede e difesa dalle eresie, che lungo la linea dei monti potevano scivolare nelle valli e contaminare la religione cattolica romana.

Il primo Sacro Monte fu quello di Varallo Sesia (Vercelli) che Guido Gentile, autore di un bel volume dedicato a questi singolari complessi architettonici e scultorei, ha preso come paradigma esemplare della serie e al  quale ha dedicato la maggior parte del volume «non solo per la sua particolare esemplarità, ma anche per la sua evoluzione, risultante da una ricca, stratificata vicenda di progetti e di opere». Il Sacro Monte di Varallo fu realizzato  alla fine del XV
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