Francesco Jodice fotografo e carovaniere

L’opera completa dagli esordi con la fotografia tout court, passando per l’installazione, il video, la performance e l’arte pubblica

Francesco Jodice ritratto da Sara Gentile
Gabriele Sassone |

C’è una frase che potrebbe riassumere le quasi 500 pagine, e i 25 anni di carriera, che compongono The Complete Works, la straripante monografia di Francesco Jodice curata da Marco Scotini per Silvana Editoriale: «È importante che le fotografie continuino anche nell’era delle immagini virtuali a comportarsi allo stesso modo: costringendoci al confronto con le informazioni che contengono». Ecco, da questo confronto brutale con le immagini, da questo corpo a corpo con il non detto, Jodice non si tira mai indietro. E infatti sembra riduttivo parlare di fotografo.

Basta aprire e sfogliare il volume. Dagli esordi del 1996, legati alla fotografia in senso stretto, si passa all’installazione e al video, alla performance e persino all’arte pubblica degli anni recenti. Però la natura e l’estensione temporale dei progetti non permettono di ordinare la parabola artistica di Jodice secondo un criterio lineare. E infatti, una delle chicche che offre il libro (oltre alla conversazione performativa con Francesco Zanot) è l’atlante collocato in apertura, un’intricata trama di luoghi e di date che restituisce un aspetto fondante di questa sterminata produzione: il viaggio, lo spostamento, la verifica sul campo. «What We Want» ne è l’emblema.

Si prenda una fotografia qualsiasi di questo progetto, per esempio «Den Haag, R03» del 1998, con una casa mobile bianca che occupa l’inquadratura e il cielo che si tinge d’oro; tuttavia a catturare l’attenzione, a diventare il vero soggetto sono i particolari. Le tende veneziane abbassate proibiscono di curiosare all’interno di un oblò, ma poco importa, la vita dei proprietari è esposta lì, in prima fila, su una specie di davanzale dove sfilano galli e paperelle di varia grandezza, e poi vasi coi fiori, due quadretti dozzinali e la miniatura di una bicicletta in ferro battuto. L’ordinarietà si carica di tensione.

E in questo caso a caricarla ulteriormente è il testo d’accompagnamento, in cui Jodice sottolinea che «per quanto si tratti di comunità carovaniere, il desiderio più o meno inconscio di radicamento fa capolino qua e là dietro le tende ricamate». Quindi anche questo tipo di paesaggio microscopico diventa un’incontrollata, mastodontica espressione del desiderio umano quanto i grattacieli di Tokyo.
«Den Haag, R03» (1998) dal progetto «What We Want» © Francesco Jodice
Brani di autrici e autori che hanno collaborato con Jodice, o ne hanno ispirato la ricerca, sono presenti in tutto il libro e rilanciano questo tipo di indizi, tracce nascoste dentro e oltre le immagini. Non a caso Scotini nel saggio d’apertura parla di carattere probatorio, di fotografia come testimone muto, fino ad associare la figura dell’artista a quella del detective. Il paragone è convincente. Anche perché quelle di Jodice non condividono niente del carattere melenso, struggente di certe fotografie d’autore; le sue insistono proprio sulle funzioni scientifiche e investigative.

Sfoggiano un temperamento minaccioso. E di conseguenza obbligano a dubitare persino delle cose più scontate: delle parole («The Room», 2009), della salute dell’Occidente («West», 2014-22), dei mutamenti delle megalopoli («Citytellers», 2006-10)... E da lì si arriva persino a dubitare delle foto di gruppo. In «Ritratti di classe», progetto in corso dal 2005, Jodice ritrae, proprio come avviene alla fine di ogni anno scolastico, bambini e adolescenti in posa.

Un’esperienza di vita molto comune. Eppure, a forza di osservare queste immagini così scontate, così innocenti, che definiscono una mappa di comportamenti e di modi di vivere, di abitare il cambiamento, a forza di osservare le schiere di volti e di corpi emerge qualcos’altro. Qualcosa che va ben oltre la fotografia, oltre l’arte, e traccia la planimetria di un futuro costruito sull’incertezza.

Francesco Jodice. The Complete Works,
a cura di Marco Scotini, 474 pp., 1100 ill., ita/ing., Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2021, € 55

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