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Flaconi in porcellana europea del Settecento

La Collezione Giordano in un volume pubblicato da Allemandi

«Porcelain Scent Bottles. La Collezione Giordano» a cura di Andreina d'Agliano e Simone Caliri. Allemandi editore

La storia del profumo è legata a doppio filo alla storia dell’uomo: oli e aromi essenziali hanno giocato un ruolo preponderante tanto nelle pratiche religiose quanto nell’antica arte della seduzione. Imprescindibile, nella sua affascinante storia, è quella del suo contenitore, la boccetta o il flacone da profumo che, nell’evoluzione delle forme e dei materiali usati, traccia un inedito percorso della storia dell’artigianato e del costume.

Dai contenitori dell’antico Egitto a quelli greci e romani, la ceramica fu uno dei materiali inizialmente più diffusi per preservare unguenti ed essenze ma è soprattutto nel Settecento, il secolo della porcellana, che preziosità e rarità del contenuto si sposano con quella del contenitore. Ne è una magnifica testimonianza la Collezione Giordano di flaconi in porcellana europea del Settecento, cui è dedicato il volume appena pubblicato da Allemandi.

Contrariamente alla produzione del XX secolo, quella del XVIII, e segnatamente in porcellana europea, è argomento poco indagato, raramente studiato in modo particolareggiato, come rilevano Andreina d’Agliano e Simone Caliri in apertura del volume, ela catalogazione dei 120 esemplari della collezione, assemblata con grande passione a Diano d’Alba da Gianni Giordano a partire dal 2007 e paragonabile per importanza ad analoghe raccolte museali americane, costituisce una documentazione particolarmente preziosa, per la vastità e la completezza dell’indagine che abbraccia 16 manifatture appartenenti a Germania, Austria, Italia, Inghilterra e Francia.

Preceduto da saggi specifici sulla produzione dei Paesi citati, ogni flacone è schedato con dovizia di informazioni e ricchezza di illustrazioni e confronti seguendo una divisione per singola manifattura. La Germania e l’Austria, con i loro 36 esemplari d’impeccabile fattura, schierano Meissen, Du Paquier, Fürstenberg, Berlino, Ludwigsburg, Ansbach, Volkstedt-Rudolstadt e Kelsterbach introdotte da un saggio di Barbara Beaucamp-Markowsky che, dopo excursus sulla storia del profumo e dei suoi contenitori dagli egizi al Settecento, ne rileva le caratteristiche più salienti.

Ugualmente Andreina d’Agliano si occupa della produzione di «galanterie», genere cui i flaconi appartengono, a Firenze e in Italia nella prima metà del Settecento, sottolineando il legame indissolubile tra farmacopea, porcellana e distillazione vigente durante il granducato de’ Medici.

Tra le manifatture italiane, note nel XVIII secolo per la produzione di scent bottles, primeggia Ginori a Doccia fin dal 1743, ma esemplari significativi vengono prodotti anche dalla manifattura delle Nove a Bassano e soprattutto dalla Real Fabbrica di Capodimonte e da quella Ferdinandea di Napoli, cui Angela Caròla Perrotti dedica la sua competenza nella schedatura.

L’interessante e godibile narrazione della compianta Kate Foster Davson (tra le maggiori esperte del settore recentemente scomparsa) sulla sua personale e pioneristica esperienza relativa alla conoscenza e allo studio della produzione inglese di Chelsea, St.James e Derby introduce ad una ricca schedatura (33 esemplari di Chelsea, 36 di St.James, uno di Derby) di flaconi squisitamente rococò a figure, animali, fiori, frutta e soggetti bucolici dai colori smaglianti. Chiudono il volume il glossario ed un’ampia bibliografia.

Porcelain Scent Bottles. La Collezione Giordano, a cura di Andreina d'Agliano e Simone Caliri, 368 pp., 277 ill. col e b/n, Allemandi, Torino 2020, € 80,00

Carla Cerutti, da Il Giornale dell'Arte numero 414, febbraio 2021

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