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Con «Glitches», personale di Servane Mary, s’inaugura il progetto SAN CARLO, promosso da Francesca Minini in collaborazione con Apalazzogallery, che si propone di riportare nella vita della città, con un nuovo ruolo, la seicentesca Chiesa di San Carlo e San Donnino, da tempo sconsacrata e abbandonata.
Il suo spazio, consunto ma evocativo, diventa un luogo di promozione del lavoro di artisti contemporanei già affermati sullo scenario internazionale (Servane Mary, nata nel 1972 a Digione ma attiva a New York, è attualmente presente nella mostra «Greater New York 2021» al MoMA PS1), per stimolare una nuova presenza attiva della collettività nel segno del dialogo culturale.
La mostra (fino al 19 dicembre) si compone di tre grandiosi dipinti (cinque metri per cinque) pensati per interagire con l’architettura che li ospita, realizzati dall’artista non sulla tela ma su fogli laminati di quel compensato, forato a intervalli regolari, usato nel commercio per appendere con ganci gli oggetti in vendita.
L’artista ha scelto colori da stampa del sistema CMYK (ciano, magenta, giallo e key, nero) e li ha posati sulla base argentata, e animata da segni e gocce di vernice, secondo un processo volontario cui concorre però anche il caso, generando errori e imprecisioni («glitches», appunto). Mentre i fori del supporto, da parte loro, dettano all’artista un ritmo obbligato, creando una superficie astratta vibrante ed evocativa.
Installation view, Servane Mary at San Carlo, Glitches 1, Glitches 2 & Glitches 3, 2021, spray paint, acrylic and silkscreen ink on laminated pegboard panel, 192 x 192 in. each (487.6 x 487.6 cm each).
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