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Le gallerie chiudono perché si fanno troppe fiere o viceversa?

Una veduta di Arte Fiera nel giorno dell'apertura
Franco Fanelli |

Le gallerie chiudono perché si fanno troppe fiere o viceversa? Oggi una larga parte del mercato dell’arte contemporanea e non solo si svolge in fiera (un centinaio quelle organizzate nel mondo ogni anno, per limitare il numero a quelle più accreditate e incentrate sull’arte contemporanea; una decina, di varia qualità e importanza, in Italia) oppure online.

Questioni di praticità ma anche di cambiamento nel rapporto tra l’arte contemporanea e il suo pubblico, sempre più «partecipativo»: come tale necessita di un palcoscenico attraente e variegato, in cui, fra le migliaia di comparse, i veri attori sono i collezionisti. Costoro, ormai è chiaro in un panorama estetico privo di tendenze riconoscibili, sono i veri sostenitori e forse addirittura gli ispiratori del vacuo eclettismo dominante.

Per queste ragioni non stupisce che, a Roma, Alessandro Nicosia, noto per aver tramutato il Vittoriano in sede
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