Drink, topless e silicone

Jenny Dogliani |  | Torino

Joshua Nathanson è nato a Washington D.C. nel 1976, ma vive e lavora a Los Angeles da molti anni e per la sua prima personale europea, «A Froth with a Saline Base» nella Luce Gallery dal 12 febbraio al 25 marzo, propone dipinti ispirati a una favola in cui il filosofo Henri Bergson paragona la schiuma delle onde al sorriso dell’oceano. Nathanson ha osservato alcune spiagge californiane raffigurandone frammenti di vita quotidiana.

L’autore ha dato forma a visioni surreali popolate di simboli di felicità e spensieratezza ma anche di vanità, come i drink, le cannucce e gli occhiali da sole, disposti sulla tela in modo da rievocare il brulicante movimento che c’è in riva al mare. Gli sfondi, spesso bianchi o neri, mettono in risalto altri colori accesi, con tonalità talvolta ispirate alla tavolozza di Matisse, creando un incerto dinamismo.

In «Nobody’s fault», molteplici elementi affiorano dalla superficie
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