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Un particolare di «Portable Cinema» (1977) di Chua Mia Tee. Collection of National Gallery Singapore

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Un particolare di «Portable Cinema» (1977) di Chua Mia Tee. Collection of National Gallery Singapore

Dieci anni da Singapore

Si chiude il 23 gennaio l’art week del sud est asiatico, con 130 eventi, la quarta edizione di Sea Focus e una nuova grande fiera internazionale in preparazione

Jenny Dogliani

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Si chiude il 23 gennaio la decima Singapore Art Week 2022, la vetrina dell’arte contemporanea del sud est asiatico con oltre 130 eventi sparsi su tutta l’isola. L’edizione suggella quello che per gli organizzatori è stato un decennio di forte crescita per la produzione artistica contemporanea, in particolare di Singapore e della Malesia. Promosso dal National Arts Council (NAC) e dal Singapore Tourism Board (STB), il calendario comprende appuntamenti dal vivo e online, mostre, produzioni di nuove opere, conferenze, collaborazioni internazionali, itinerari artistici, visite guidate e tour virtuali nei principali musei e gallerie del territorio.
Al centro della settimana dell’arte c’è la quarta edizione di Sea Focus, la fiera diretta da Emi Eu, dedicata all’arte moderna e contemporanea del sud-est asiatico, emergente, ma non solo, con 150 opere di 50 artisti rappresentati da 24 gallerie tra cui Galleria Edouard Malingue (Hong Kong, Shaghai), Fost (Singapore), Yavuz (Singapore, Sidney) e Mizume (Tokyo, Singapore e Shanghai). La fiera si avvale della collaborazione con Artsy, la nota società newyorkese di intermediazione artistica online, specializzata nell’hosting di siti web e nella vendita di opere online.

Il tutto in attesa di ART SG, la grande fiera internazionale fondata da UBS che sarà lanciata al Marina Bay Sands Expo and Convention Center, cuore del distretto finanziario di Singapore, dal 20 al 23 gennaio 2023. Accoglierà un centinaio di importanti gallerie internazionali, insieme a installazioni, film sperimentali, conferenze e performance. L’ambizione è di farne la fiera internazionale più importante del Sud est asiatico. Pensata per collezionisti internazionali è già una piattaforma online e ha nel suo comitato di selezione: Simon Kirby (Victoria Miro Gallery, Londra e Venezia), Ursula Sullivan (Sullivan + Strumpf, Sydney e Singapore), Richard Koh (Richard Koh Fine Art, Kuala Lumpur, Singapore e Bangkok) e Shelly Wu (TKG+, Taipei).

Tra le mostre al centro dell’art week, da segnalare la prima esposizione alla National Gallery Singapore dedicata a Chua Mia, pittore afferente al realismo socialista i cui oli documentano vita sociale e politica a Singapore e nella Malesia degli anni ’50 e ’60 (fino al 20 novembre 2022). Nello stesso museo fino al 27 marzo prosegue anche «The Future is Now», dedicata al pioniere coreano della videoarte, Nam June Paik.
Nella Galleria Sundaram Tagore, dal 14 gennaio al 19 marzo, otto artiste affrontano con diversi linguaggi ispirati alla tradizione temi come la violenza e la negazione dei diritti alle donne, tra le piaghe del continente asiatico: dipinti, disegni e installazioni mescolano spazi reale e immaginario simbolico. E poi ancora, i dipinti di Faris Heizer alla Cuturi Gallery (fino al 31 gennaio), con ingrandimenti di oggetti quotidiani a denunciare lo sfruttamento salariale, le maschere dipinte di Lim Soo Ngee, scultore e docente all’Accademia di Belle Arti di Nanyang, alla Art Porters Gallery (fino al 20 febbraio), e molto altro ancora.

Un particolare di «Portable Cinema» (1977) di Chua Mia Tee. Collection of National Gallery Singapore

«Il fumatore di oppio» (2017) di Karen Knorr. Courtesy Galleria Sundaram Tagore

«Uno» (2018) di Lim Soo Ngee

«n. 4» di Mit Jai Inn. Courtesy Silverlens

Nam June Paik alla National Gallery di Singapore

Una veduta dell'allestimento di «Along But Not Lonely» di Yeo Kaa, Yavuz Gallery, Singapore

Jenny Dogliani, 21 gennaio 2022 | © Riproduzione riservata

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