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Design e arti applicate: maestri ed emergenti

A volo d'uccello tra gli appuntamenti di maggio in Italia

Lampada a sospensione di Angelo Lelii, proposta da Cambi a 3-4mila euro

Brescia, Genova, Roma, Torino. È vivace il panorama di maggio, a cominciare da Capitolium che, a Brescia il 7, tra i numerosi lotti in catalogo propone, oltre ad arredi di Max Ingrand, Gastone Rinaldi e Giulio Minoletti, il noto lampadario «Jo Jo» (1953) di Gino Sarfatti per Arteluce con una stima di 25-35mila euro, e una coppia di poltrone «Distex» progettata da Gio Ponti nel 1948 per una dimora triestina e valutata 40-60mila euro.

L’8 maggio, a Torino, Bolaffi batte la sua prima asta di design con più di 360 lotti, tra i quali arredi del primo dopoguerra disegnati per una dimora torinese dagli architetti Giglio Tarone e Sandro Bigliani (tavolo basso con portariviste del 1950 ca stimato 1.500-2mila), un mobile a quattro ante e cassetto di Paolo Buffa degli anni Cinquanta (stima 2mila-2.500), alcuni lavori di Osvaldo Borsani, tra cui un letto in ottone con formelle in fusione di Arnaldo Pomodoro (2mila-2.500). Completa l’offerta un grande tavolo da centro a sei cassetti in legno rivestito in bosso e verniciato (prod. FIP) del 1929 di Giuseppe Pagano Pogatschnig e Gino Levi Montalcini (7-9mila).

Il giorno successivo, a Genova, Cambi mette insieme quasi 500 lotti, dagli anni Trenta ai giorni nostri, tra cui una ventina dedicati a Osvaldo Borsani oltre a numerose ideazioni di Fornasetti (scrivania «Riga e Squadra» con stima 4-6mila), Sottsass (arazzo «Winter Day» a 5-6mila), Ugo Nespolo (poltrona modello «Lavorare Lavorare» stimata 3-4mila) e di artisti emergenti contemporanei come Fabiano Speziari (il pezzo unico scultura luminosa «Totem 002» stimata mille-2mila).

Bertolami organizza a Roma, il 16, la sua prima asta interamente dedicata alle arti decorative e al design del ’900, con una vasta selezione di vetri, ceramiche e di arredi di nomi di spicco quali Napoleone Martinuzzi, Tomaso Buzzi, Fulvio Bianconi, Dino Martens, Gastone Rinaldi (coppia di poltrone «DU 55» degli anni ’70, 28-40mila) e Gaetano Pesce (due poltroncine «UP1» del 1971, 4-6mila).

Votata, invece, al linguaggio sperimentale con il quale, a partire dal 1978, Alchymia, Memphis, Zabro, Archizoom e Superstudio propongono nuove forme, colori e materiali è l’asta di Della Rocca a Torino il 23 con esempi di Sottsass, Claudio Parmiggiani, Nanda Vigo, Alessandro Mendini (libreria «Helianthus», ed. Design Gallery, Italia 1992, 10-15mila), Guido Drocco e Franco Mello.

Carla Cerutti, da Il Giornale dell'Arte numero 397, maggio 2019


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