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Da Pandolfini la collezione di Tanzi

La casa toscana batte 55 lotti dalle raccolte dell'ex patron della Parmalat

«Finestra di Düsseldorf» (1912) di Giacomo Balla, opera stimata 70-100mila euro

Milano. Basta sfogliare il corposo catalogo curato da Pietro De Bernardi, direttore di Pandolfini, e Marco Riccòmini, ricco di approfondimenti scientifici e bibliografici, e di confronti iconografici con opere simili per soggetto e anno di esecuzione, per cogliere l’importanza che la casa d’asta attribuisce alla vendita «Tesori ritrovati. Impressionisti e capolavori moderni da una raccolta privata», che si terrà il 29 ottobre nella sede di vendita milanese della casa d’aste fiorentina, il Centro Svizzero di via Palestro 2.

Si tratta di parte della raccolta dell’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi. I 55 lotti che, passati sotto la lente di esperti e archivi, saranno messi all’incanto, rappresentano poco più di un terzo dell’intera raccolta. I restanti 78 sono stati venduti, dal 5 al 19 settembre, sul sito dell’Istituto vendite giudiziarie di Parma.

Il catalogo annovera alcuni dei nomi più noti dell’arte internazionale dell’Ottocento e della prima metà del Novecento. A cominciare da Giacomo Balla, il cui olio su tela «Finestra di Düsseldorf» (1912), capace di evocare echi romantici alla Friedrich, stimato 70-100mila euro, è una delle tre opere in catalogo notificate dal Mibac, insieme a «Le Poulailler» (1912) di Francis Picabia (150-250mila) e «Donna con cane» (1885) di Vittorio Matteo Corcos (80-120mila).

La «Femme au bouquet» (1914) di un altro esponente dell’800 italiano, Federico Zandomeneghi, è invece stimata 120-180mila. Tra i nomi internazionali non mancano Paul Gauguin, il cui olio su tela «Jacinthes et pommes sur un journal» (1876 ca) ha una stima di 150-250mila, la stessa attribuita al piccolo (23,8x32,8 cm) olio su cartoncino telato «Sestri-Abends» (1905) di un ancora figurativo Vasilij Kandinskij, che sul retro reca l’iscrizione di Gabriele Münter «Kandinsky Rapallo 1906» (l’artista soggiornò in Liguria, quasi a voler rinnovare il bagno di luce e sole di ritorno dalla Tunisia), mentre la «Natura morta con un cesto di mele» (1885 ca) di Vincent van Gogh è proposta a 280-350mila euro.

Internazionali anche i due top lot dell’asta, stimati 800mila-1,2 milioni euro: gli oli su tela «Falaise du Petit Ailly à Varengeville» (1896-97) di Claude Monet e «Nature morte au citron, à l’orange et au verre» (1944) di Pablo Picasso.

Cristina Valota, da Il Giornale dell'Arte numero 401, ottobre 2019


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