Da Bolaffi la fotografia va a spasso per due secoli

L’asta del 18 maggio copre un arco temporale ampio e offre alcune fotografie che è bene guardare

Henri Cartier-Bresson, «Madrid, Spain»
Riccardo Deni |

L’asta di Bolaffi di Fotografia prende il via (rigorosamente su web) martedì 18 maggio dalle 15.30, ed è un viaggio di 150 lotti tra la fine dell’Ottocento, con alcune fotografie dei Grand Tour dell’epoca, tra le quali scatti di Antonio Beato (lotti 6,7,8,9, stime 1.500-2mila euro), fotografo italo-britannico noto per le sue vedute dell'architettura e dei paesaggi dell'Egitto, e lavori di autori contemporanei.

Tra le opere è interessante notare e segnalare alcuni scatti di Mario De Biasi (lotti 81,82; 300-500 euro), street photographer e documentarista milanese d’adozione, così come due fotografie strutturaliste di Riccardo Moncalvo (lotti 77,78, 79: 15-250 euro) del Salone dell'Auto di Torino (Torino Esposizioni) nel 1947.

A farla da padroni, però, due scatti molto diversi e comunque a loro modo speciali: uno di Henri Cartier-Bresson (lotto 121, 4-7mila euro), una veduta di Madrid di bambini che giocano e che scherzano sullo sfondo di un enorme caseggiato bianco che sembra una quinta teatrale ed anche un concetto spaziale di Fontana, l’altro di Roger Ballen (lotto 144, 2-3mila euro) «The End of the World» (con provenienza torinese by Guido Costa), un muro dei ricordi e del dolore, enigmatico, con teste di bambola, sangue, un gatto che vi si muove come in un altare profano (non è l’unico Ballen in asta).

Si chiuda, infine, citando la presenza di tre lavori di Araki, di due Horvat e quattro Vittorio Sella con scatti del K2 (lotti 42,43,44,55 1.500-2.500 euro).

© Riproduzione riservata Roger Ballen, «The End of the World», 2004
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