Come artisti e musei accolgono i rifugiati

Anny Shaw |  | New York

Le terribili condizioni dei migranti ispirano una risposta umanitaria creativa

Il mese scorso Ai Weiwei ha presentato una nuova opera che porta l’attenzione sulle crisi umanitarie in Europa e ai suoi confini. L’artista cinese, che ha uno studio sull’isola greca di Lesbo, ha installato «Tear Bottle/Tear Gas Canister» (2016) nella collezione del Museo di arte cicladica di Atene, affiancando dieci bombolette di gas lacrimogeno usato contro i rifugiati del campo di Idomeni, al confine con la Macedonia (dove il 24 maggio è iniziato lo sgombero forzato di migliaia di profughi), ad antichi contenitori greci utilizzati per raccogliere le lacrime delle persone in lutto. Tra le altre opere nella mostra «Ai the Cycladic» (fino al 30 ottobre), anche «Iphone Wallpaper» (2016), un collage di 12.030 immagini di persone che cercano asilo scattate con lo smartphone.

«Mi sento come se fossi caduto in un profondo buco
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