Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Luana De Micco
Leggi i suoi articoliGli allineamenti di Carnac interessano gli studiosi dal XVIII secolo e per tentare di spiegarli sono nate le ipotesi più varie, non sempre fondate scientificamente. Nel ’700 lo storico Christophe de Robien, che stilò una pianta del sito di Kermario, ipotizzò che si trattasse di stele funerarie. L’ingegnere Félix Le Royer de la Sauvagère vi vide le vestigia di un accampamento romano dei tempi dell’occupazione della Gallia.
Nel corso dell’800, la «celtomania» fece degli allineamenti dei «templi» celtici. Il sito di Carnac fu iscritto al registro dei monumenti storici nel 1840 e degli scavi su larga scala furono portati avanti dall’archeologo scozzese James Miln, sfociando con l’apertura, nel 1882, del Musée de Carnac.
Nel ’900 sono stati stilati diversi inventari scientifici. Via via si sono cercati legami tra gli allineamenti di pietre e le stelle, il Sole e la Luna. I megaliti sono stati visti come simboli religiosi volti al culto degli antenati e gli allineamenti come un «cammino» verso un luogo sacro. Sono stati chiamati in causa fenomeni celesti ed extraterrestri.
Oggi la teoria più condivisa è avanzata da Serge Cassen. Secondo l’archeologo dell’Università di Nantes le file di pietre a intervalli regolari sono una «cintura di protezione» di un territorio, una sorta di «filtro» per scoraggiare eventuali aggressori esterni e avvisarli della presenza sul territorio di una società organizzata e forte. «Si sa che quello che si vede oggi è solo una piccola parte di un progetto molto più vasto e che c’è ancora tanto da scoprire», ha sottolineato Jacques Buisson-Catil, amministratore del sito megalitico di Carnac.
L'esterno della Maison des mégalithes, Devaux & Devaux Architectes, Architecture Design Nomad
Altri articoli dell'autore
L’ultimo a cadere è stato l’«elefante» Jack Lang, protagonista assoluto della cultura francese. Perché stringendo amicizie con direttori di musei, artisti e collezionisti, Jeffrey Epstein (scomparso nel 2019) aveva fatto dell’arte uno strumento di potere
Al Musée de Cluny, che conserva il ciclo di arazzi e capolavoro tardomedievale de «La dama con l’unicorno», è riunito un centinaio tra manoscritti, dipinti, oreficerie, sculture e dipinti dedicati alla creatura fantastica
Alla sede parigina della Pinault Collection un centinaio di opere di una ventina di artisti moderni e contemporanei indagano il chiaroscuto come modello visivo e concettuale
50 anni della Collection de l’Art Brut, riferimento per lo studio delle pratiche artistiche outsider
In occasione dell’anniversario, l’istituzione di Losanna, costituita nel 1976 a partire da un primo nucleo donato da Dubuffet alla città, riunisce oltre 300 opere tra disegni, sculture, scritti e opere tessili di autrici e autori svizzeri o attivi in Svizzera



