Catarsi, non propaganda

L’iconografia della pandemia in Cina, dove tutto è iniziato

Alessandro Antonicelli |  | Shenzhen

Vivo, lavoro e ho famiglia in Cina da 16 anni. La città dove vivo si chiama Shenzhen, la capitale della Silicon Valley cinese, e qui si sono registrati dall’inizio dell’epidemia circa 450 casi, ora ridotti al minimo, ma con code di casi provenienti dell’estero, soprattutto ai confini con la Russia.

Mi sono sempre occupato di formazione in Cina e, in particolare, di comunicazione visiva. Qui a Shenzhen sono il direttore del Dipartimento di Arti Creative & Design presso la Whittle Schools & Studio. In questi anni, ho vissuto la fase finale della Sars, tutto il processo dell’H1N1 e ora il Covid-19.

Come spesso accade, fenomeni sociali di massa come questi che stiamo vivendo ispirano tanti artisti, professionisti e non, a creare composizioni e opere. È stato, ed è ancora, un proliferare di poster e di messaggi quello che ha visto coinvolti tanti artisti e non, che hanno voluto così esprimere i loro
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