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Rinnovata l’intesa fra Mibact e Cai per Sentiero Italia: oltre 7mila chilometri in tutte le regioni

A passeggio in Valle d’Aosta, lungo il Sentiero Italia Cai ideato nel 1983. © Fotografi In Amatrice

Il ministro Dario Franceschini e il presidente del Club Alpino Italiano (Cai) Vincenzo Torti hanno rinnovato per altri tre anni, dopo l’accordo siglato nel 2015, il protocollo d’intesa fra Mibact e Cai. L’accordo è finalizzato alla valorizzazione, in ambito sia nazionale che internazionale, della rete sentieristica e dell’offerta turistica montana, con particolare attenzione al Sentiero Italia Cai, itinerario ideato nel 1983 da un gruppo di giornalisti escursionisti e fatto proprio dal Club Alpino Italiano nel 1990.

Dottor Torti, quali sono le principali finalità del protocollo, che nelle parole di Franceschini punta a favorire «un turismo pienamente consapevole e intelligente»?
La nostra attenzione è concentrata su due fronti: innanzitutto il turismo sostenibile, con la promozione condivisa del Sentiero Italia Cai che, attraverso i suoi oltre 7mila chilometri unisce tutte le regioni italiane. Punto focale in tal senso è il completamento del Catasto nazionale dei sentieri (Infomont), grazie al quale metteremo a disposizione tutta la sentieristica italiana, 110mila chilometri di cui 65mila da noi gestiti. Il secondo punto, fortemente sentito dal ministro Franceschini, mirerà a rendere disponibile e gratuita per tutti l’applicazione di geolocalizzazione GeoResQ che consente, in caso di pericolo, di individuare la persona in difficoltà. Realizzata dal Soccorso alpino, al momento è gratuita per i soli soci Cai.

Quali progetti futuri e collaborazioni?
La montagna richiede sobrietà, essenzialità e rispetto. È necessario garantire ai turisti adeguate strutture di accoglienza ma è altrettanto necessario fornire loro corretta informazione. A breve, ad esempio, pubblicheremo dodici guide che percorreranno tutto il Sentiero Italia. In accordo con il Mibact puntiamo a un turismo rispettoso, non invasivo, di conoscenza e scoperta. Un versante ancora tutto da indagare è quello artistico. Abbiamo incontrato la presidenza Fai e parlato, in quest’ottica, del Sentiero Italia. Mi auguro si posso trovare una forma di collaborazione perché il Fai potrebbe costituire l’altra metà del lavoro di promozione, quello della valorizzazione storica dei borghi, alla scoperta delle bellezze artistiche di un’Italia minore, che è tutto fuorché minore».

Arianna Antoniutti, da Il Giornale dell'Arte numero 412, novembre 2020

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