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Aste

Cambi: una nuova sede per rilanciare il Moderno

Le case d'asta in Italia

Matteo Cambi

Intervista a Matteo Cambi, fondatore di Cambi Casa d'Aste.

Nella storia della vostra casa d’aste e dall’inizio della vostra attività, quali sono stati i vostri top lot storici?

La storia di Cambi Casa d’Aste è ricca di record e successi in ogni dipartimento, sono quindi diversi i top lot storici. Record assoluto della nostra casa d’aste è la rarissima figura di Amitayus in bronzo dorato di Zanabazar (Mongolia XVII secolo), venduta l’anno scorso a 4.735.000 euro. Sempre per l’arte orientale non si può non menzionare la straordinaria fiasca della luna in porcellana del periodo Yongzheng (1723-35) che ha raggiunto 2,4 milioni euro nel 2015. Tra i dipinti antichi ricordiamo un olio su tela di Pietro Paolo Rubens raffigurante «Seneca morente», venduto a 584.700 euro nel 2017, e «L’albero di Jesse», una tempera su tavola di Paolo Schiavo Battista di Gerio (Pisa 1350-1420) venduta per 447mila euro nel 2014. Nel design si è distinto un tavolo basso in legno, ottone e marmo del 1930 di Gio Ponti, aggiudicato nel 2015 a 387mila euro, tra i gioielli un paio di orecchini composti da una pariglia di perle naturali di 17 mm, che abbiamo battuto in asta nel 2013 a 350mila euro. E poi ancora un grande ricamo di Boetti venduto a 312.500 euro nella nostra asta di arte moderna e contemporanea del 4 dicembre di quest’anno, durante la quale abbiamo ottenuto due record mondiali per gli esponenti del Realismo Magico Antonio Donghi e Cagnaccio di San Pietro, le cui opere «Abito azzurro» e «Primavera» sono state vendute rispettivamente a 212.500 e 162.500 euro. Top lot dei vetri di Murano è stato un vaso serie «Scozzesi» di Fulvio Bianconi che ha totalizzato la cifra record di 275mila euro. Non possiamo poi dimenticare l’antiquariato che da Cambi ha visto aggiudicazioni eccezionali come una coppia di angoliere lastronate e intarsiate, realizzate a Genova nel XVIII secolo, vendute a 310mila euro nel 2015, una coppa in argento fuso realizzata in Germania nel XVI secolo e venduta a 256mila euro nel 2017, e un albarello in maiolica realizzato in Siria all’inizio del XV secolo che nel 2016 ha totalizzato 218mila euro.

Quali sono le categorie di compratori oggi - età, sesso, professione…?
Le categorie di compratori sono variegate e differiscono tra loro in base al dipartimento che prendiamo in esame. Il design, ad esempio, ha un pubblico mediamente più giovane e perlopiù internazionale, composto in buona parte da galleristi e arredatori. L’antico attira invece clienti di età più avanzata e appartenenti prevalentemente al mondo del collezionismo. Il contemporaneo riscontra una partecipazione trasversale e mette d’accordo categorie di acquirenti anche molto diverse tra loro.

Perché comprano arte?
l nostro pubblico compra arte per i motivi più disparati, chi per passione, chi per collezionismo, chi per fare un investimento, e chi ancora per arredare, per rivenderla o per fare un regalo speciale.

Su quali categorie di opere, autori, epoche suggerite di investire?
L’antico, che oggi è svalutato, vedrà molto probabilmente un recupero del mercato e una riscoperta del suo valore, soprattutto per quanto riguarda l’arredo. Le opere con pedigree sono le più richieste e saranno sempre garanzia di successo.

Qual è la vostra previsione per il mercato del 2019?
Dopo il record e i grandi successi che la nostra casa d’aste ha ottenuto nel 2017, il 2018 ha visto un rallentamento del mercato dovuto a un’instabilità generale. Forte di una riconoscibilità e di una professionalità sempre maggiori, e ora che la nuova e più adatta sede milanese è a pieno regime, Cambi ha grandi aspettative nel 2019 e confida in un’ulteriore crescita nel mercato internazionale, anche grazie agli ulteriori investimenti previsti per il prossimo anno. Con l’apertura dei nuovi dipartimenti di Auto Classiche e Sportive, Fotografia, Manifesti d’Epoca e Fumetti d’Autore, la Casa d’Aste si apre a nuovi mercati nell’ottica di ampliare la propria clientela e migliorare ancora i suoi già ottimi risultati.

Potete già fare qualche anticipazione delle vostre proposte del prossimo anno?
Nel mese di febbraio sono già in calendario un’importante asta di design (a conferma della crescita continua del dipartimento che aumenta la sua proposta sia in qualità sia in quantità) e un selezionato catalogo di Vetri di Murano, con in evidenza due splendidi vasi della serie «Eldorado» di Dino Martens (realizzati negli anni ’50 dalla Vetreria Aureliano Toso) e alcuni pezzi eccezionali di Scarpa, Barovier, Venini, Cappellin, Stearns e Gallé.
È inoltre previsto l’appuntamento di Arti Decorative del XX secolo, dove spiccherà un catalogo monografico dedicato alla produzione Lenci. A marzo sarà invece la prima volta del catalogo intitolato «L’Art de la Table», che vuole ispirare accostamenti e complementi per la tavola e che raccoglierà eleganti e prestigiosi servizi in argento e porcellana.
Lo stesso mese sarà esitato anche un ricco catalogo di Antiquariato, seguito dalle attese aste di Libri Antichi e Rari e Dipinti e Sculture del XIX e XX secolo.

Com’è composto oggi il vostro staff?
Unica casa d’aste in Italia con due sedi operative a Milano e Genova, più gli uffici a Roma e Torino, tra dipendenti e collaboratori Cambi Casa d’Aste conta oltre 50 componenti, suddivisi tra esperti e assistenti di dipartimento, personale d’ufficio, team di comunicazione, grafica e pubblicità, ufficio amministrativo, responsabili logistica e magazzino, che danno vita a uno staff affiatato e in continua crescita.

Quali strategie suggerite per rilanciare i settori in sofferenza quali mobili antichi, argenti, tappeti orientali ecc.?
Una buona strategia potrebbe essere rivisitare l’antico in chiave moderna: l’accostamento e il dialogo tra antico e moderno sarà forse l’unica strada per risollevare settori in sofferenza.

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019






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