Botticelli costa meno di Beeple

Da Sotheby's «L’Uomo dei dolori» ha cambiato proprietario per appena 45,4 milioni di dollari diritti compresi, rischiando di rimanere invenduto

Il dipinto di Botticelli durante l’asta di Sotheby’s. © Sotheby’s
Alberto Fiz |

Botticelli costa meno di Beeple. Questo è il verdetto impietoso della vendita organizzata da Sotheby’s a New York il 27 gennaio. «L’Uomo dei dolori», una delle ultime opere del grande maestro rinascimentale ancora in mano privata, ha cambiato proprietario per appena 45,4 milioni di dollari comprensivi di diritti rischiando di rimanere invenduta tenendo conto che le garanzie erano state fissate intorno ai 40 milioni di dollari, cifra ritenuta dagli esperti sin troppo contenuta.

Pare assurdo, ma questo straordinario ritratto di sofferenza e spiritualità è stato pagato quasi 24 milioni in meno rispetto a «Everydays: The first 5000 Days», il collage digitale in formato jpg concluso pochi giorni prima dell’asta dal pubblicitario americano Mike Winkelmann in arte Beeple. L’Nft dei record, che ha ottenuto ben 180 rilanci, è stato acquistato dal super tycoon indiano Vignesh Sundaresan, fondatore di Mepurse, tra i maggiori fondi al mondo di criptovalute, che l’11 marzo scorso nell’asta online di Christie’s ha sborsato in ethereum una somma equivalente a 69,3 milioni di dollari.

In un mercato sempre più sregolato, invece, il capolavoro di Botticelli ha richiesto una gara di appena sette minuti gestita senza euforia con soli tre acquirenti in campo e l’assenza dei grandi player come il Getty Museum di Malibu. Secondo i rumors del dopo asta potrebbe averla spuntata l’astuto Loïc Gouzer, il cofondatore di Particle, la società che si affida alla tecnologia blockchain e agli Nft ma che, a quanto pare, possiede una collezione di opere appartenenti al mondo fisico.

Gouzer è stato co-chairman del dipartimento di arte contemporanea di Christie’s gestendo la vendita delle cinque opere più care al mondo tra cui il «Salvator Mundi» attribuito tra mille dubbi a Leonardo che il 15 novembre 2017 ha raggiunto l’incredibile cifra di 450 milioni di dollari. «L’Uomo dei Dolori» è la versione botticelliana del «Salvator Mundi» ma con un impianto pittorico del tutto autonomo e la sicurezza dell’attribuzione.

Eppure tutto questo non è bastato per il balzo in avanti che si meritava rimanendo lontano dall’altra opera di Botticelli «Ritratto di giovane con medaglione» venduta il 28 gennaio 2021, sempre da Sotheby’s a New York, per 92,1 milioni di dollari. Così sono dolori in un mercato decisamente stravagante dove «The Man of Sorrows» vale poco più di un paio di cryptopunk.

La vendita di Sotheby’s, nel complesso, non ha brillato con un fatturato complessivo di 90,9 milioni di dollari (sono stati proposti 57 opere), cifra simile a quella di un solo Picasso. Non va, poi, dimenticato che per accrescere l’appeal dell’asta è stata inserita una scultura egiziana del 2500 a.C. aggiudicata per 9,9 milioni di dollari, oltre il 10% del complessivo.

Se poi «Diogene con la lanterna in cerca di un uomo onesto» del fiammingo Pieter van Mol ha raggiunto la cifra record di 5,8 milioni di dollari (nel 1997 da Sotheby’s a New York la stessa opera era stata pagata 420mila dollari), la «Madonna Philips» di Giovanni Bellini è tornata al proprietario iniziale nonostante una valutazione di 3-5 milioni di dollari.

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