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Banksy of England entra al British

La falsa banconota con Lady D è la prima opera dell’artista nella collezione

L'opera «Di-faced Tenner» (2004) è ora nel Dipartimento Monete e Medaglie del British Museum

Londra. Il British Museum ha acquisito la sua prima opera di Banksy. «Di-faced Tenner» è una falsa banconota britannica da 10 sterline con il volto della scomparsa Diana, principessa di Galles, al posto di quella della regina e con la dicitura «Banksy of England» ben in evidenza. Il celebre street artist ha prodotto la banconota da 10 sterline nel 2004, sette anni dopo la morte della principessa, pensando di utilizzarla per una performance. L’anonimo artista, oggi da molti ritenuto essere Robin Gunningham, ha dichiarato di averne stampate 100mila copie da lanciare da un palazzo. Le banconote sono ora in vendita su eBay a prezzi che vanno da 1,99 a 750 sterline, sebbene molte siano riproduzioni e non i «veri» falsi di Banksy.

L’esemplare al British Museum è stato donato da Pest Control, l’agenzia ed ente di autenticazione dell’artista. Cosa forse sorprendente, il dono si aggiunge al Dipartimento di Monete e medaglie del British Museum e non a quello di stampe e disegni. La somiglianza dell’opera a una vera banconota da 10 sterline solleva interrogativi sul fatto che la sua esposizione o riproduzione possa tecnicamente costituire un reato, sebbene un esemplare appartenga oggi a un museo nazionale finanziato dal Governo britannico.

Le vere banconote da 10 sterline da cui Banksy ha tratto la sua opera sono state ritirate dalla circolazione nel marzo del 2018, ma possono essere ancora scambiate con le nuove presso la Banca d’Inghilterra. Un portavoce del British Museum dichiara che non ci sarebbero al momento progetti per esporre «Di-faced Tenner». L’acquisizione giunge più di dieci anni dopo l’esposizione, «segreta» e non autorizzata, da parte di Banksy al British Museum.

Nel 2005, aveva installato un’ironica pittura rupestre di un cacciatore dell’Età della Pietra che spingeva il carrello di un supermercato nelle sale della Britannia romana dove, a quanto pare, non venne notato per tre giorni prima della sua rimozione. «Peckham Rock» è stato richiesto all’artista per la recente mostra del museo «I Object: Ian Hislop’s Search for Dissent», conclusa a fine gennaio. Banksy figura oggi tra i più celebri artisti britannici (la mostra «A visual protest. The Art of Banksy» è in corso fino al 12 aprile al Mudec di Milano). La sua audace distruzione con un comando a distanza della stampa da 1 milione di sterline «Girl with Balloon» (2006) da Sotheby’s a Londra lo scorso ottobre ha contribuito ad accrescerne ulteriormente la fama.

Tuttavia, non ci sono dipinti di Banksy nelle collezioni pubbliche del Regno Unito. Non è rappresentato nell’Arts Council Collection, nella British Council Collection o nella Government Art Collection. Tra le poche istituzioni che posseggono opere di Banksy ci sono il Victoria and Albert Museum (sei stampe e sticker) e la Bristol Museum & Art Gallery (due sculture, un dipinto su metallo e un poster). Nemmeno la Tate, che ospita la collezione nazionale di arte britannica, ha per ora acquistato un Banksy. Alla domanda sulle ragioni di tale scelta, una portavoce ha risposto: «Non rilasciamo commenti su opere o artisti non presenti nella collezione».

Martin Bailey, da Il Giornale dell'Arte numero 396, aprile 2019


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