Arredamento italiano griffato

La coppia Osvaldo Borsani-Lucio Fontana decuplica la stima, ma tutti i nomi «storici» (Gio Ponti, Franco Albini, Pietro Chiesa, Angelo Lelii, BBPR) lasciano il segno

La console a parete disegnata nel 1951 da Borsani e Lucio Fontana per la sala da pranzo di Casa Sasfaan a Milano
Carla Cerutti |

Decisamente frizzante il proseguimento della stagione autunnale delle aste internazionali di design, che hanno visto l’arredamento italiano spuntare prezzi di tutto rispetto, segno di un apprezzamento per nulla affievolito dalla situazione pandemica attuale.

A Parigi, da Piasa, il 5 novembre sono stati dispersi circa 100 lotti per la maggior parte di Angelo Lelii e della sua manifattura Arredoluce, tra cui un esemplare della celeberrima lampada da terra «Triennale», in ottone e alluminio, disegnata intorno al 1947 e venduta per 19.500 euro contro una stima di 5-7mila. Un altro cavallo di battaglia di Lelii, la lampada da terra «Calla» del 1950 ca, è passata di mano per ben 31.200 euro (7-9mila).

La casa d’aste parigina ha battuto, nello stesso giorno, una tornata di design italiano che ha visto primeggiare Ponti, Chiesa, Borsani, Ulrich, Parisi e Albini. Di Gio Ponti, una coppia di poltrone modello «Triennale», edite dalla I.S.A. di Bergamo nel 1951, è stata aggiudicata per 78mila euro entro la stima di 60-90mila, mentre un’altra coppia di poltrone prodotte da Bonacina nel 1963, modello n° BP 16 «Continuum» in rattan e velluto, l’ha ampiamente superata con la battuta finale a 48.100 euro (8-12mila).

Sempre di Ponti, un’elegante console in noce e ottone prodotta da Ambrosini nel 1947-48 ha trovato un acquirente che l’ha difesa fino a 32.500 euro (18-25mila) e una sedia in noce del 1947, edizioni Spartaco Brugnoli di Cantù, ha quadruplicato le aspettative massime con 16.900 euro di aggiudicazione (3-4mila).

La conferma che il design «storico» ha una forte valenza sul mercato viene anche da un tavolo basso, in noce e vetro, disegnato da Pietro Chiesa per Fontana Arte intorno al 1940 ed esitato per 35.100 euro (8-12mila), da un curioso tavolino di Osvaldo Borsani del 1940 ca, con supporto in ottone e piano in noce con vetro serigrafato e dipinto a motivo di farfalle, venduto per 35.100 (6-9mila) e da un terzo coffee table, con piano in noce e vetro colorato su supporto in lastre di cristallo, prodotto da Fontana Arte nel 1935 su disegno di Guglielmo Ulrich e acquistato per 62.400 euro, il quintuplo della stima minima di 12mila.

Altri risultati interessanti sono stati raggiunti da Ico Parisi, con una coppia di librerie in noce realizzate dai Fratelli Rizzi di Intimiano nel 1950 e aggiudicate per 52mila euro (38-45mila), e da Franco Albini con la poltrona PL19 «Tre Pezzi» disegnata insieme a Franca Helg per Poggi nel 1957 e battuta a 35.100 euro (5-7mila).

Tra gli appuntamenti che, a novembre, hanno fatto più faville rientra senza dubbio quello organizzato da Phillips a Londra il 12, il cui top lot, una console a parete disegnata nel 1951 da Borsani e Lucio Fontana per la sala da pranzo di Casa Sasfaan a Milano, è stata aggiudicata per 1.265.000 euro a fronte di una valutazione iniziale 110-165mila euro. Con il sottile e levigato piano in marmo nero, apparentemente sostenuto da un drappo svolazzante tra putti baroccheggianti in legno scolpito, laccato e dorato, è tra gli arredi più stupefacenti prodotti da Borsani in collaborazione con Fontana, le cui repliche sono state inserite in altre quattro abitazioni allestite in Italia all’inizio degli anni Cinquanta.

Un esemplare analogo, ma con il piano in marmo verde, è stato battuto il 16 dicembre 2014 da Pandolfini per 247mila euro contro una stima di appena 18-25mila e un altro, con il piano in ardesia, è ripassato in asta da Pandolfini il 31 ottobre del 2018 con un risultato decisamente inferiore: 93.750 euro a fronte di una stima di 60-90mila.

Secondo miglior prezzo della ricca tornata di Phillips sono stati i 450mila euro pagati per un raro tavolo da pranzo, di forma ellittica in mogano parzialmente ebanizzato, disegnato da Piero Bottoni per Casa Perego a Milano nel 1950 ca: stimato 45-67mila euro, se ne conoscono solo altri due esemplari, oltre a questo. Lo Studio BBPR ha conquistato il terzo posto con uno dei suoi più apprezzati progetti: la plafoniera modello n. 2045c, in alluminio, metallo e vetro acidato, prodotta da Arteluce nel 1962 ca e venduta per 365mila euro (56-78mila).

A questo tripudio non poteva non partecipare Gio Ponti, presente con numerosi arredi tra cui il prototipo del divano «Mariposa» prodotto da Cassina, esposto nel 1957 alla XI Triennale di Milano e concepito per Villa Planchart a Caracas (1953-57) dove tutt’oggi ne è conservato un esemplare: l’importanza dell’oggetto ne giustifica il prezzo di 281mila euro (78-100mila). Infine, sempre di Ponti, la rara coppia di lounge chairs  in legno e acciaio verniciato, tessuto e gomma, realizzate da Casa e Giardino intorno al 1937 e contese fino a 115mila euro contro una valutazione di 9-13mila.

Prezzi esorbitanti anche a New York dove, nell’asta organizzata da Sotheby’s il 19 novembre per disperdere parte della collezione proveniente dall’appartamento di Nelson Rockefeller, due coppie di applique «Le Poing» disegnate da Alberto Giacometti intorno al 1935 ed eseguite nel 1939 in bronzo dorato e alabastro sono state aggiudicate rispettivamente per 1.653.100 e 1.550.880 euro (210-300mila ciascuna) e una coppia di alari, sempre di Giacometti, disegnata nel 1933 ca ed eseguita nel 1939 in bronzo dorato e ferro, è stata esitata per 508mila euro, raddoppiando la stima massima.

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