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Anche Leonardo amava San Sepolcro

Il restauro della chiesa eretta dove si trovavano Il Foro e il tempio di Giove, Giunone e Minerva

Una veduta della chiesa ipogea di San Sepolcro a Milano. Foto Maurizio Montagna

Milano. Si è concluso il restauro della chiesa ipogea di San Sepolcro, eretta nel 1030 per volontà di Benedetto Rozo «magister monetae» (cioè monetiere, per la vicina zecca), là dove si trovavano in antico il Foro della città romana e il tempio di Giove, Giunone e Minerva. La nuova chiesa fu intitolata alla Santissima Trinità ma dopo la prima Crociata (1096-99), nel 1100, a un anno dalla conquista di Gerusalemme, l’arcivescovo di Milano intitolò la chiesa sotterranea (che ha l’identica pianta della chiesa superiore) al Santo Sepolcro.

Lì, infatti, esisteva sin dal 1030 una riproduzione del sepolcro di Cristo, sulla quale san Carlo Borromeo, fondatore della contigua Biblioteca Ambrosiana, era solito pregare per interi pomeriggi e per intere notti. Tanto che, dopo la canonizzazione, fu lì collocata la statua, tuttora in sede, che lo rappresenta inginocchiato accanto a esso. Anche Leonardo aveva amato quel sito, seppure per ragioni diverse: sapeva, infatti, che sorgeva nel cuore stesso della Milano romana, ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 400, settembre 2019

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