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Redazione
Leggi i suoi articoliDal 28 ottobre al 18 gennaio 2027, il Musée Matisse di Nizza mette in dialogo due protagonisti della pittura del Novecento e contemporanea: Henri Matisse e Alex Katz. Intitolata «Le silence de la peinture», la mostra, nasce, con il sostegno della galleria Thaddaeus Ropac, dall’incontro di Katz con le collezioni del museo nel 2024 e propone, concepito insieme all’artista americano, un nuovo percorso attraverso gli spazi e le opere di Matisse.
Il confronto rivela una sorprendente continuità fondata sulla luce, sul colore e sulla semplificazione delle forme. In entrambi gli artisti la superficie pittorica è dominata da ampie campiture cromatiche e da uno spazio sostanzialmente privo di prospettiva. Una pittura apparentemente semplice, ma frutto di un radicale esercizio di selezione: ridurre, scegliere, eliminare per fare emergere l’essenziale. Il soggetto resta riconoscibile, ma il racconto lascia spazio alla percezione immediata e alla sensazione.
Nato a Brooklyn nel 1927, Katz ha costruito fin dagli esordi una ricerca autonoma rispetto alle correnti dominanti dell’arte americana. Mentre l’Espressionismo astratto si imponeva sulla scena newyorkese, l’artista continuava a dipingere figure, fiori e paesaggi, trasformandoli attraverso grandi formati, inquadrature serrate e superfici piatte. Una scelta che lo ha avvicinato al Pop Art senza mai coincidere con essa. La moda, il cinema e la danza, insieme alla vita quotidiana americana, diventano così materia di una pittura capace di catturare l’istante.
Il legame con Matisse affonda però le radici nel 1949, quando il giovane Katz visitò alla galleria di Pierre Matisse a New York una mostra dedicata alle opere recenti del maestro francese. Gli «Intérieurs de Vence», i disegni a pennello e i papiers gouachés découpés produssero in lui un autentico choc estetico, destinato a durare per tutta la carriera.
L’esposizione ripercorre questa lunga influenza attraverso opere che vanno da «Nude» (1951) fino a «Lilies» (2025), tra dipinti, disegni, découpages e stampe provenienti dall’atelier di Katz. Il confronto con le opere di Matisse, a loro volta legate all’atelier dell’artista, restituisce così una lettura contemporanea della sua eredità e ne ribadisce l’attualità.
La mostra, corredata da un catalogo bilingue contenente scritti di Éric de Chassey, Aymeric Jeudy e lo stesso Alex Katz, si inserisce nella più ampia storia dei rapporti artistici tra Francia e Stati Uniti: Matisse, esposto negli USA già dal 1908, viaggiò per la prima volta nel Paese nel 1930, intuendo nella straordinaria potenza visiva di New York il terreno fertile per una futura pittura americana.
Alex Katz, «Reclining Bather», 1960, Studio Alex Katz. © Alex Katz / Adagp, Paris, 2026