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Georges Braque, «Les Instruments de musique», 1908, Parigi, Centre Pompidou

© Georges Braque, by SIAE 2026

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Georges Braque, «Les Instruments de musique», 1908, Parigi, Centre Pompidou

© Georges Braque, by SIAE 2026

Fondazione Cariparo e Centre Pompidou portano il Cubismo a Rovigo

La città veneta, con Palazzo Roverella, sarà l’unica sede italiana ad accogliere due grandi mostre realizzate con la cura e il patrimonio del museo francese progettato da Renzo Piano

Gianfranco Ferroni

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Lo storico accordo tra Fondazione Cariparo e il parigino Centre Pompidou è pronto a dare i suoi frutti: in base a questo protocollo di intesa, Rovigo, con Palazzo Roverella, sarà l’unica sede italiana ad accogliere due grandi mostre realizzate con la cura e il patrimonio del museo francese progettato da Renzo Piano, luogo protagonista di un restyling integrale fino alla riapertura prevista per il 2030. Rosario Rizzuto, presidente di Fondazione Cariparo, anticipa il prossimo biennio dei grandi eventi espositivi a Rovigo.

Saranno sette mostre, tre dedicate alla Grande Arte, quattro alla Grande Fotografia e alla Grande Storia, che rappresenteranno l’offerta espositiva del Roverella e di Palazzo Roncale per il biennio 2027-28. Dalla fondazione presieduta da Rizzuto, affiancato dalla responsabile del Patrimonio Artistico e degli Eventi Espositivi Alessia Vedova, si rileva che «continuità e innovazione sono le cifre scelte da Fondazione per il nuovo biennio. Continuità rispetto al patrimonio di rapporti, successi e riconoscimenti di critica e di pubblico che si sono conquistate le due sedi esplosive rodigine. Innovazione, per la capacità di Fondazione di mettere in atto una programmazione complessiva per almeno un biennio e per una ancora più marcata capacità comunicativa». Dal mese di febbraio del 2027, «Rovigo potrà proporre un’ampia mostra tematica dedicata al Cubismo, con capolavori di Picasso, Braque, Léger e degli altri protagonisti di questo fondamentale movimento artistico del ’900. La mostra è a cura di Christian Briend, curatore generale, responsabile del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou-Museo nazionale d’arte moderna». E «nel 2028 al Roverella, sempre con opere dal Centre Pompidou, si potrà ammirare la più importate rassegna italiana su Joan Miró, con una grande scelta tra quelle acquisite nel tempo dall’istituzione francese». L’autunno del Roverella sarà «come sempre riservato alla Grande Fotografia. Il programma prevede, a partire dal prossimo 13 novembre e fino al 31 gennaio 2027, un appuntamento con Man Ray. La grande monografica prosegue la tradizione del Roverella di riservare i suoi spazi autunnali ai più importanti maestri mondiali di quest’arte». Per il Roncale, due nuovi capitoli della serie di esposizioni dedicate a «Storia e storie del Polesine», iniziata nel 2020. Dal 4 dicembre al 27 giugno 2027, un’esposizione dedicata a «Luigi Groto, il Cieco d’Adria. L’uomo dell’impossibile», ovvero «uno dei più importanti intellettuali del Cinquecento in Italia ed Europa». La mostra è curata da Antonio Lodo e Antonio Giolo, due «autorità» del settore. Tra dicembre 2027 e giugno 2028, «Elisabetta Marchioni. Il linguaggio dei fiori», a cura di Alessia Vedova: sarà il primo tentativo di dare volto a una artista attiva a Rovigo tra la fine del Seicento e il primo Settecento, «che spiccò per straordinario virtuosismo tra le grandi pittrici fioriste del suo tempo, ma da sempre rimasta nel più fitto mistero. Su di lei non si ha alcuna reale certezza, anche se le sono ascritte numerose opere presenti in musei e nel mercato antiquariale. La grazia e bellezza delle sue composizioni floreali conquistarono anche Federico Zeri, che riuscì ad ottenere un dipinto della Marchioni per la sua collezione».

Rizzuto sottolinea che «il programma che presentiamo per il biennio 2027-2028 conferma la volontà della Fondazione di investire con continuità nella qualità culturale dei propri progetti, valorizzando al tempo stesso la capacità di innovare e di costruire relazioni sempre più solide con le principali istituzioni nazionali e internazionali», e «fondamentale, in questo percorso, è la collaborazione con le istituzioni culturali e civili del territorio, a partire dal Comune di Rovigo e dall’Accademia dei Concordi, con le quali condividiamo l’obiettivo di rendere la cultura una leva di sviluppo e di partecipazione. Un ringraziamento va inoltre a Intesa Sanpaolo, che continua ad affiancarci con sensibilità e convinzione nella realizzazione di grandi progetti espositivi, contribuendo a rafforzare una partnership che negli anni si è rivelata preziosa per la crescita culturale del territorio». Da evidenziare che «il programma del prossimo biennio nasce da un’esperienza costruita in oltre vent’anni di attività e da un modello che ha progressivamente consolidato il ruolo di Rovigo nel panorama espositivo nazionale. Dal 2005 il Roverella ha ospitato decine di grandi mostre capaci di attrarre oltre un milione e duecentomila visitatori, mentre il Roncale ha sviluppato un originale percorso di ricerca dedicato alla storia e all’identità del territorio. Oggi possiamo affermare che queste iniziative rappresentano non soltanto un investimento culturale, ma anche una leva di sviluppo per la città e per il suo tessuto economico. Le analisi realizzate negli anni hanno evidenziato come le mostre generino ricadute significative per il commercio, l’ospitalità e il turismo e contribuiscano a rafforzare l’identità e l’attrattività di Rovigo. Per questo continuiamo a investire in una programmazione continuativa di qualità, convinti che la cultura possa essere una leva di crescita, attrattività e coesione per il territorio».

Man Ray, «Le Violon d’Ingres», 1924, Telimage. © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026

Gianfranco Ferroni, 16 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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