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André Caillet, «Gala wearing Elsa Schiaparelli’s shoe-hat inspired by a Salvador Dalí design», 1938

© Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026

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André Caillet, «Gala wearing Elsa Schiaparelli’s shoe-hat inspired by a Salvador Dalí design», 1938

© Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026

Dalí e la moda: a Palazzo Reale di Milano il racconto di un sodalizio creativo

Oltre 200 opere e documenti raccontano come il maestro surrealista non ha semplicemente influenzato il settore dell’haute couture, ma ne ha anticipato alcune delle questioni più attuali

Alessia De Michelis

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Tra l’abito-aragosta, il cappello-scarpa e l’abito con cassetti, il rapporto tra Salvador Dalí e Elsa Schiaparelli s’intensificò sulle note di una comune passione: il Surrealismo. Dal dialogo tra i due nacque un proficuo connubio tra arte e moda, dove l’una trovava concretezza nell’altra. Se il Victoria & Albert Museum di Londra nella mostra «Schiaparelli: la moda diventa arte» ha posto l’accento sulla produzione della stilista, dal 24 settembre Palazzo Reale di Milano (catalogo Skira) guarderà l’altra faccia della medaglia e proporrà fino al 31 gennaio 2027 un ritratto più ampio sul binomio Dalí e moda.

Il maestro surrealista considerava l’abbigliamento, gli accessori e il corpo umano come un’estensione dell’arte, e proprio attraverso il settore dell’haute couture riuscì ad entrare nella cultura popolare del Novecento.

Ed è proprio grazie agli archivi storici delle maison come Schiaparelli, Chanel, Dior e Rabanne, che prende forma l’allestimento composto da oltre 200 opere e documenti, tra cui dipinti, disegni, fotografie, abiti, filmati, gioielli e oggetti, alcuni dei quali giungeranno a Milano dalla Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, dal Dalí Museum di St. Petersburg (Florida) e dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía.

L’inaugurazione di «Dalí e la moda» coinciderà con l’inizio della Milano Fashion Week 2026 e vede la collaborazione della Fundació Gala-Salvador Dalí, nella persona di Montse Aguer (direttrice scientifica nonché direttrice dei Musei Dalí). La curatela di Laura Bartolomé, vicedirettrice Ricerca e Progetti, e di Judith Clark, storica della moda e professoressa presso la University of the Arts di Londra, e con il contributo delle curatrici senior Lucia Moni e Bea Crespo, sempre di Fundació Gala-Salvador Dalí, l’esposizione approfondisce un aspetto tangenziale, ma a tutti gli effetti centrale di Dalí, che non ha semplicemente influenzato la moda, ma ne ha anticipato alcune delle questioni più attuali: la costruzione dell’identità, la spettacolarizzazione dell’immagine, il dialogo tra arte e consumo e il potere della creatività di reinventare il reale. Fino alle copertine di «Vogue», la cui edizione italiana ora si propone come media partner della mostra.

Salvador Dalí, «Tre giovani donne surrealiste che stringono tra le braccia le pelli di un’orchestra», 1936. Foto © Oriol Tarridas, 2024. © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026

Alessia De Michelis, 23 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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