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Filippo de Pisis, «Paesaggio nel Gers»

Courtesy of Farsettiarte

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Filippo de Pisis, «Paesaggio nel Gers»

Courtesy of Farsettiarte

Da Farsettiarte Corsini dialoga con de Pisis

Opere inedite dell'artista toscano e cinque dipinti del maestro emiliano in mostra, tra paesaggio, natura morta e spazio mentale

Margherita Panaciciu

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Alla Farsettiarte di Milano, «White Peaks and Colored Ice. Vittorio Corsini parla con Filippo de Pisis», dal 4 febbraio al 25 marzo, mette in scena un incontro raro, un dialogo che attraversa quasi un secolo di distanza per trovare un punto di risonanza profonda tra due poetiche affini. Vittorio Corsini e Filippo de Pisis si confrontano in una mostra che cerca una relazione intima, fatta di rimandi, pause e delicate interferenze tra pittura e scultura, luce e materia, memoria e percezione. Il progetto nasce da un’affinità antica: Corsini guarda a de Pisis fin dagli anni della formazione, riconoscendo nei suoi paesaggi e nelle sue nature morte quell’atmosfera di felice malinconia che rende le immagini sospese, instabili, cariche di un tempo interiore. Come scrive Arianna Baldoni nel testo critico che accompagna la mostra, «i due autori, distanti per storia e generazioni, sono accumunati da una coincidenza di destino (syntychia), nell’anno 1956, quando muore a Milano una delle figure più rappresentative del Novecento e nasce a Cecina l’artista delle relazioni invisibili con le sue indagini sull’abitare come spazio vissuto». Un dialogo il loro che si fonda su una comune sensibilità per l’abitare e per gli oggetti come depositi di memoria. Il percorso espositivo prende avvio da «Paesaggio nel Gers» (1935), dipinto da de Pisis durante il soggiorno in Guascogna, che restituisce un luogo isolato, attraversato da una quiete inquieta. A questa immagine Corsini risponde con «Casa gialla nel Gers 2», piccola architettura in ceramica, aperta e decostruita, che sembra tradurre il dipinto in forma tridimensionale. La casa, impraticabile e raccolta in un volume fragile, non allude alla costruzione edilizia ma all’idea di rifugio, di appartenenza, uno spazio ideale, mentale, più che fisico.

 

 

Filippo de Pisis, «Paese di Casalecchio (Omaggio a Morandi)», 1940. Courtesy of Farsettiarte

Un secondo confronto si sviluppa attorno a «Paese di Casalecchio (Omaggio a Morandi)» del 1940, in cui de Pisis riduce il paesaggio a una sintesi lirica ed essenziale. Corsini colloca davanti al dipinto una piccola casa in cristallo, che agisce come una lente ottica: la visione si deforma e si sfoca. La trasparenza del cristallo si fa metafora del tempo vissuto, di una memoria che non restituisce mai l’immagine nella sua interezza, ma la dissolve in riflessi e bagliori. Il dialogo prosegue nella natura morta, genere centrale per de Pisis. In «Natura morta con conchiglie e Fave», entrambe degli anni Trenta, gli oggetti sono carichi di una malinconia sottile, sospesi in uno spazio che sembra trattenere il respiro. Corsini risponde con vegetali di cristallo disposti all’interno di un contenitore metallico dotato di fonte luminosa. Questi elementi, simili a reperti o archeologie contemporanee, assumono la preziosità di un tesoro ritrovato, trasformando l’oggetto quotidiano in reliquia, in traccia luminosa del tempo. Il percorso si chiude con «Dalie e gladioli» (1933) di de Pisis dove il colore vibra nello spazio dell’assenza, come l’eco finale di una rappresentazione.  Spiccano inoltre nel percorso i quadri monocromi attraversati da dispositivi a led di Corsini, superfici in cui il gesto pittorico viene rallentato e reso materia. La luce gialla mette in evidenza la dispersione della pennellata, il suo apparire e dissolversi, come un evento improvviso, «un salto quantico», per usare le parole dell’artista. Centrale, in questo confronto, è anche il rapporto tra parola e immagine. Corsini, da sempre attento alla dimensione linguistica, trova un’eco naturale in de Pisis, che nel 1951 scriveva: «Ho voluto spiritualizzare gli oggetti famigliari alla mia pittura». 

Vittorio Corsini, «Casa gialla nel Gers 2». Courtesy of Farsettiarte

Vittorio Corsini, «Natura morta con verdure». Courtesy of Farsettiarte

Margherita Panaciciu, 23 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Da Farsettiarte Corsini dialoga con de Pisis | Margherita Panaciciu

Da Farsettiarte Corsini dialoga con de Pisis | Margherita Panaciciu